Prato, una probabile overdose da stupefacenti la causa della morte del detenuto alla Dogaia
I primi risultati dell’autopsia sul corpo del ventiseienne Dennis Antonio Rodriguez Matute
PRATO. Probabile overdose da stupefacenti. Questo l’esito dell’autopsia compiuta dal medico legale Luciana Sonnellini sul corpo di Dennis Antonio Rodriguez Matute, il detenuto di 26 anni originario dell’Honduras trovato morto la mattina del 1° luglio all’interno di una cella del carcere della Dogaia.
L’autopsia
I risultati dell’autopsia erano attesi per chiarire le cause di un decesso che aveva sollevato più di un dubbio. Proprio la mattina del 1° luglio Rodriguez Matute avrebbe dovuto essere sentito dal procuratore Luca Tescaroli perché dopo una visita nell’infermeria del carcere aveva denunciato di essere stato picchiato durante l’arresto, avvenuto il 12 maggio, quando il giovane fu fermato dalla polizia insieme a un sedicenne che poco prima aveva accoltellato il cameriere Iacopo Cerbai all’uscita dal ristorante Casa di Targi in piazza Mercatale.
Referto in ritardo
In effetti la visita in carcere, eseguita lo scorso 27 maggio, aveva evidenziato la frattura della mandibola e del setto nasale, oltre ad altre contusioni sul corpo. Il referto di quella visita, però, era arrivato in Procura solo il 12 giugno ed era stato visto dal procuratore Tescaroli il 15 giugno. Inoltre era firmato da un ispettore della polizia penitenziaria che la stessa Procura aveva già segnalato al Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria per il sospetto che avesse picchiato un detenuto nell’infermeria del carcere e che in un’altra occasione avesse tentato di intimidire dei testimoni.
Probabile overdose
Se davvero la causa della morte di Rodriguez Matute va fatta risalire a un’overdose da sostanze stupefacenti, il caso sembra destinato a sgonfiarsi, anche se ovviamente un’overdose in carcere è un fatto che in teoria non dovrebbe accadere. Ma le cronache degli ultimi mesi ci hanno insegnato che alla Dogaia la droga arriva con una certa regolarità: nei pacchi dei familiari dei detenuti, coi droni che si avvicinano alle finestre, coi palloni da calcio calciati dall’esterno, persino con le frecce.
Per avere la conferma sulle cause della morte del detenuto bisognerà comunque attendere i risultati degli esami tossicologici, non prima di un mese.
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