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Sanità e servizi

Livorno, l'ospedale di comunità (5° padiglione) è ancora un cantiere. Per non perdere i fondi l'Asl attiva 2 posti letto su 40

di Martina Trivigno

	Nelle foto scattate il 3 luglio 2026 ecco come appare ancora l’ospedale di comunità al 5° Padiglione dell’ospedale (fotoservizio Stick)
Nelle foto scattate il 3 luglio 2026 ecco come appare ancora l’ospedale di comunità al 5° Padiglione dell’ospedale (fotoservizio Stick)

L’apertura era già slittata di oltre un mese. Dalle impalcature all’esterno agli infissi assenti in diversi punti della struttura: ecco come appare l’edificio

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LIVORNO. Dal 24 giugno sono attivi soltanto due posti letto del nuovo ospedale di comunità al 5° Padiglione degli Spedali Riuniti. Quanto basta per centrare il target imposto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e mettere così al sicuro il finanziamento destinato all’opera, ma non abbastanza da cancellare l’immagine di un edificio che continua ad assomigliare a un grande cantiere. Basta fermarsi davanti al padiglione che lo ospita per rendersene conto: la facciata è ancora completamente avvolta dalle impalcature e in alcuni punti mancano perfino gli infissi. Uno scenario che rende difficile immaginare pazienti ricoverati dietro quelle mura.

Due posti letto su quaranta

È questo il quadro emerso ieri durante la seduta della Quinta commissione consiliare (Politiche sociali), convocata per discutere l’interpellanza urgente del consigliere comunale di Forza Italia Alessandro Guarducci sulla situazione della sanità territoriale livornese. Presenti l’assessore alle Politiche sociali, Andrea Raspanti, e i vertici locali dell’Asl Toscana nord ovest: la direttrice della Zona distretto livornese, Cinzia Porrà, il direttore dell’ospedale, Spartaco Mencaroni, e il direttore dell’Area servizi tecnici sud, Riccardo Casula. E a tracciare un bilancio sul nuovo ospedale di comunità è stata proprio Porrà. «Al momento sono attivi due posti letto su 20 al secondo piano del 5° Padiglione perché mancano ancora degli arredi. Stiamo completando gli allestimenti», ha spiegato in commissione. L’attivazione, almeno per il momento, è quindi limitata a pochissimi ricoveri, mentre il resto del reparto è ancora in fase di completamento. La scelta, però, risponde soprattutto alla necessità di rispettare le scadenze fissate dal Pnrr. «Abbiamo aperto intanto il secondo piano con il primo modulo da 20 posti letto – evidenzia la direttrice – . Il completamento dei due moduli è ancora in corso, ma questo ci permette di stare tranquilli perché non perdiamo i finanziamenti». Il nuovo ospedale di comunità rappresenta infatti uno dei tasselli più importanti della riorganizzazione della sanità territoriale prevista dal Pnrr.

Investimento da 11 milioni di euro

Il primo modulo da 20 posti letto, quello che avrebbe dovuto essere completato entro il 20 maggio scorso, costituisce soltanto una parte del progetto complessivo. A regime la struttura potrà contare su 40 posti letto destinati a pazienti a bassa e media intensità assistenziale: in pratica, persone che non hanno più bisogno di un ricovero in un reparto specialistico ma che non sono ancora nelle condizioni di tornare al proprio domicilio. Per Livorno l’investimento complessivo vale undici milioni di euro, suddivisi in due quote da 5,5 milioni: una destinata alla ristrutturazione del 5° Padiglione, l’altra alla realizzazione dell’ospedale di comunità.

La Casa di comunità di Fiorentina

Ma la seduta della commissione è stata anche l’occasione per fare il punto sugli altri interventi previsti sul territorio. A partire dalla Casa di comunità di Fiorentina, uscita dal perimetro del Pnrr ma non accantonata. Anche se – lo ricordiamo – è già naufragato il progetto di trasferimento dei servizi sanitari del distretto sanitario di via Fiera di Sant’Antonino, che doveva essere ristrutturato per ospitare la nuova Casa di comunità, all’ex Ferrhotel. Invece no: la società proprietaria dell’ex albergo di via Provinciale Pisana, Immobilgest di Casoria, avrebbe dovuto fare una serie di interventi di adeguamento prima di poter accogliere i servizi. In parallelo era in corso un’interlocuzione con Mercitalia per l’acquisto di una piccola porzione di terreno necessaria alla realizzazione di un ascensore esterno. Tradotto: tempi lunghi, lunghissimi. Prima l’adeguamento dell’ex hotel, poi il trasferimento dei servizi, quindi l’abbattimento della sede di via Fiera di Sant’Antonino e, soltanto a quel punto, la costruzione della nuova Casa di comunità con annesso ospedale di comunità. «Non c’è alcuna volontà di non fare l’intervento», ha assicurato Porrà. Il progetto è stato infatti inserito nel programma nazionale di edilizia sanitaria finanziato attraverso l’ex articolo 20 della legge 67 del 1988, lo strumento con cui Stato e Regioni finanziano la costruzione e l’ammodernamento delle strutture sanitarie. La Regione Toscana ha inserito l’opera nel piano approvato nel 2024, candidandola a un finanziamento di circa 17 milioni di euro. «La Regione ha garantito la propria compartecipazione e il progetto resta nella sua interezza», ha spiegato la direttrice, precisando però che i tempi saranno inevitabilmente più lunghi: l’esito della procedura è infatti atteso nel 2027. E nel frattempo l’Asl sta valutando una nuova area in cui realizzare la struttura. «Ci sono interlocuzioni con il Comune per trovare un nuovo terreno nei quartieri nord dove realizzare la struttura. Sarebbe una soluzione che permetterebbe di accelerare i tempi una volta ottenuto il finanziamento», ha detto Porrà.

Cantieri, tempi e servizi

Sul fronte degli altri cantieri, il Padiglione 24 dovrebbe essere consegnato entro la fine dell’anno. «Se tutto andrà secondo programma organizzeremo i trasferimenti dei servizi all’inizio del 2027», ha spiegato.

È invece ormai in dirittura d’arrivo il cantiere della Casa di comunità di via Ernesto Rossi. «I lavori termineranno entro la fine di luglio – aggiunge Porrà – . Abbiamo avuto ritardi nella consegna dei materiali e le imprese, impegnate contemporaneamente su numerosi cantieri, hanno avuto difficoltà a reperire personale. Il nostro obiettivo è renderla operativa da agosto». 

Infine, la Casa della salute di via del Mare è stata riconosciuta Casa di comunità dal 24 giugno scorso. «La struttura possedeva già circa il 66 per cento dei requisiti richiesti – conclude la direttrice – . Abbiamo però integrato i servizi con il Punto unico di accesso, gli spazi dedicati alla partecipazione della comunità, la presenza degli assistenti sociali e l’assistenza medica H12, anziché H10». Un tassello che, almeno in questo caso, è già realtà. Mentre il 5° Padiglione continua ancora a convivere con ponteggi, lavori in corso e appena due posti letto realmente attivi.

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