Radicofani tra storia ed esoterismo: nel borgo il sacrificio dei legionari che combatterono i nazisti
Riuscirono a liberare quelle terre evitando bombardamenti. Il borgo medievale si caratterizza per la presenza della Fortezza di Ghino Di Tacco ed è tappa dei pellegrini che percorrono la via Francigena
RADICOFANI. Nel borgo si trova la statua di Ghino di Tacco, opera dello scultore toscano Aldo Fatini: quando ci siamo fatti la foto, nuvole tempestose si sono raccolte su di noi ed è iniziato a piovere, cosa che ha reso il momento davvero suggestivo. Prima di entrare nel borgo siamo saliti alla Fortezza dove ci ha accolto in biglietteria Carmen Menzies, da Manchester alla Toscana per amore di Giovanni: loro due, insieme al figlio Paul, sono i gestori della Fortezza, che è tenuta in modo meraviglioso. Paul ci racconta con passione la storia di Ghino di Tacco e perdersi nella roccaforte è davvero magico; lì in estate vengono fatti molti eventi (il calendario lo potete trovare online).
Ma Radicofani è anche tanto altro: scendendo dalla Rocca che domina il paese dall’alto si entra nel borgo medievale, perfettamente conservato nella sua bellezza. Il posto è tranquillo, «ma spesso passano tanti pellegrini della via Francigena che si fermano qui per la bellezza del luogo, per dormire e mangiare», raccontano le persone.
Troviamo la porta della Chiesa aperta ed entriamo. Dentro ci ammalia un capolavoro di Andrea Della Robbia: una a statua della Madonna appare nella penombra, la sua bellezza è commovente.
Radicofani ha poi dato i natali a Odoardo Luchini, a cui è intitolata anche uno delle strade principali del paese. Luchini fu giurista, deputato e senatore del Regno di Italia, nacque nel 1844 e partecipò alla Terza Guerra di Indipendenza Italiana; da giurista si occupò anche del tema della parità giuridica fra uomini e donne con un saggio del 1877. Appassionato di botanica e massone, dedicò alla moglie il Giardino esoterico romantico “Bosco Isabella”, oggi parco pubblico del Comune che è stato oggetto di riqualificazione da parte della Fondazione Grande Oriente d’Italia durante la Gran Maestranza del giornalista senese Stefano Bisi. Il bosco ha al suo interno richiami al simbolismo massonico (fra cui una Piramide) e piante da tutto il mondo. Il 4-5 luglio si svolgerà dentro il Bosco Isabella l’evento “Posta Letteraria” con dibattiti e presentazioni di libri e personaggi di rilievo nazionale: da Carlo Verdone fino ai colleghi giornalisti Antonio Padellaro, Franco Bechis, Anna Zafesova.
C’è poi un altro luogo importante a cui rendere omaggio a Radicofani: in località La Mossa un ceppo ricorda la Legione Straniera ed il sacrifico di 108 legionari che furono fondamentali per la liberazione di quelle zone dal nazifascismo. Con un’azione eroica da terra i legionari sfondarono e letteralmente annientarono le linee naziste. Il loro sacrificio evitò i bombardamenti alleati dal cielo che avrebbero potuto devastare quei territori: ogni anno Radicofani ricorda l’anniversario della Liberazione rendendo omaggio ai partigiani antifascisti e al sacrificio dei legionari.
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