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Il racconto

Aldo Montano ricoverato dopo la cena al ristorante: «Vita appesa a un filo»

di Redazione web

	La foto postata da Aldo Montano sui social 
La foto postata da Aldo Montano sui social 

Il campione livornese ha raccontato di aver rischiato la vita per una reazione allergica violentissima scatenata da un errore in cucina: una corsa contro il tempo, l’arrivo al pronto soccorso e un appello durissimo sulla sicurezza alimentare

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Nella serata di venerdì 3 luglio, Aldo Montano è stato ricoverato in condizioni critiche dopo una reazione allergica violentissima scatenata durante una cena in un ristorante di Roma.

Cosa è successo

Secondo quanto raccontato dallo stesso Montano in un post pubblicato poche ore dopo, nella mattina di sabato 4 luglio, la serata si è trasformata in un’emergenza nel giro di pochi minuti. «Ancora una corsa in ospedale. Ancora adrenalina, paura, farmaci. Ancora una volta con la vita appesa a un filo». Montano soffre di una grave allergia alla caseina, una condizione che non lascia margini di errore. «Sono allergico alla caseina. Non è un capriccio, non è una moda alimentare, non è un’intolleranza. È un’allergia potenzialmente mortale», spiega il campione. Una precisazione che arriva dopo l’ennesimo episodio di superficialità, come lui stesso denuncia, da parte di chi dovrebbe garantire la sicurezza alimentare dei clienti.

Il racconto

Il campione racconta che, nonostante avesse informato chiaramente il personale del locale, qualcosa è andato storto. «Eppure è successo di nuovo. Durante una cena in un ristorante di Roma, dopo aver comunicato chiaramente la mia allergia, mi sono ritrovato a lottare per la vita».  La reazione è stata immediata e violentissima: shock anafilattico, difficoltà respiratorie, la necessità di farmaci salvavita e il trasporto urgente al pronto soccorso del Santo Spirito. Una situazione che, come sottolinea Montano, nel 2026 non dovrebbe più verificarsi. «Nel 2026 è inaccettabile che ci siano ancora superficialità, impreparazione e una sottovalutazione così grave delle allergie alimentari», dice ancora sui social.

Il messaggio

Il suo messaggio è un appello diretto al mondo della ristorazione, ma anche alla società in generale: chi segnala un’allergia non sta chiedendo un favore, sta affidando la propria vita a chi prepara quel piatto. «Ogni volta che qualcuno minimizza, risponde con leggerezza o non segue i protocolli, sta mettendo a rischio una vita umana. Non esistono “piccole distrazioni” quando le conseguenze possono essere uno shock anafilattico», ribadisce Montano, che è riuscito ad arrivare in ospedale in tempo, ma avverte che non sempre potrebbe andare così. «Questa volta sono riuscito ad arrivare in ospedale. La prossima volta potrebbe non andare così, per me o per qualcun altro». Il post si chiude con un ringraziamento al personale sanitario che lo ha assistito e a chi lo ha aiutato durante la corsa in ospedale. «Un ringraziamento enorme a tutto lo staff ospedaliero dottoressa Roberta, alla dottoressa Annalisa e Tiziano del pronto soccorso del ospedale Santo Spirito di Roma ed al mio driver coraggioso». Nel post pubblicato sui social Montano posta una foto di lui ancora ricoverato in ospedale. 

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