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Pistoia

La protesta

Eugenio Giani contestato in pubblico a San Marcello Pistoiese: fischi, cartelloni poi il faccia a faccia coi manifestanti – Video

di Redazione web

	Eugenio Giani contestato a San Marcello Pistoiese (Foto Nucci)
Eugenio Giani contestato a San Marcello Pistoiese (Foto Nucci)

Il presidente della Regione è arrivato per inaugurare la nuova sede dell’Unione dei Comuni della Montagna Pistoiese ma ad attenderlo ha trovato decine di cittadini infuriati per le sorti dell'ospedale Pacini: al centro della protesta il futuro della sanità nei paesi montani

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SAN MARCELLO PISTOIESE. Nella mattina di sabato 4 luglio, a San Marcello Pistoiese, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani è stato accolto da una contestazione organizzata da un gruppo di cittadini della montagna. L’arrivo del governatore, atteso per l’inaugurazione della nuova sede dell’Unione dei Comuni della Montagna Pistoiese, è stato accompagnato da fischietti, cartelloni e uno striscione che denunciava la situazione dell’ospedale Pacini. Giani, appena sceso dall’auto, si è avvicinato ai manifestanti, ha stretto la mano a diversi di loro e si è fermato a dialogare con alcuni cittadini, ascoltando le ragioni della protesta prima di entrare nella struttura per la cerimonia ufficiale.

La protesta annunciata da Zeno Colò e Crest

La contestazione non è stata improvvisata. Era stata annunciata nei giorni precedenti dalle associazioni Zeno Colò e Crest, che avevano invitato la popolazione della montagna a presentarsi all’inaugurazione con fischietti e cartelli. Il presidio, spiegavano, non era contro la nuova sede istituzionale, ma contro le priorità politiche che, a loro giudizio, continuano a lasciare indietro l’ospedale Pacini.

Nel testo diffuso alla vigilia si leggeva chiaramente la posizione dei promotori: «Mentre si inaugura la casa dell’Unione dei Comuni, la radiologia del Pacini resta chiusa nonostante le porte siano installate da settimane, e la classificazione di ospedale di area disagiata continua a non arrivare. La comunità non condivide questo ordine di priorità. Sempre pronti per tagliare nastri, ma mai davvero presenti per salvare il Pacini». Le associazioni avevano chiesto ai cittadini di portare con sé un fischietto e un cartello, spiegando che il presidio avrebbe utilizzato un segnale simbolico: «Sei fischi in un minuto, seguiti da un minuto di silenzio, da ripetere più volte. È il segnale universalmente riconosciuto per chiedere aiuto in montagna. Lo utilizziamo come un Sos: l’ennesimo che la montagna pistoiese rivolge a chi ha il dovere di ascoltarla».

La contestazione

Quando Giani è arrivato, i manifestanti hanno dato vita al segnale di SOS annunciato: sei fischi, poi silenzio, poi di nuovo fischi. I cartelli esposti riportavano richieste e testimonianze personali: dalla riapertura della radiologia alla difesa del Pacini come presidio fondamentale per la montagna. Il clima è rimasto pacifico, ma determinato. Il presidente della Regione si è fermato davanti ai cittadini, ha ascoltato le loro parole e ha risposto ad alcune domande, prima di proseguire verso l’inaugurazione.

La posizione

I promotori hanno ribadito che la manifestazione non era contro la cerimonia istituzionale, ma contro il rischio che la festa oscurasse le criticità della sanità montana: «Non è una manifestazione contro l’inaugurazione di una sede istituzionale, è una manifestazione per il diritto alla salute di chi vive in montagna. Perché nessuna cerimonia faccia dimenticare che un non ospedale non è un dettaglio da rimandare. Dal Pacini non si scende». La contestazione di sabato mattina ha riportato al centro il tema della sanità in montagna, da mesi al centro di richieste, appelli e mobilitazioni.

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