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La svolta possibile, Esciua apre all’ipotesi Cristiano Lucarelli allenatore: «La morte di Igor ha cambiato tutto» – Cosa sta succedendo

di Flavio Lombardi

	Lucarelli ed Esciua
Lucarelli ed Esciua

Contatti intensi tra i due: «Se si libera dalla Pistoiese, la quadra si trova»

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LIVORNO. Il colpo di scena per la panchina è arrivato con la scomparsa di Protti. Ed Esciua, raggiunto ieri 3 luglio in sede, racconta perché tutto è cambiato. Ora il nodo è Lucarelli La scelta dell’allenatore è la chiave che aprirà il mercato del Livorno.

Il momento decisivo

La società è arrivata al momento decisivo e, dopo giorni di indiscrezioni, è lo stesso presidente a spiegare come la vicenda abbia preso una piega completamente diversa rispetto ai piani iniziali. Sul tavolo al momento c’è soprattutto il nome di Cristiano Lucarelli. Ipotesi affascinante, ma non semplice. L’ex bomber è infatti ancora sotto contratto con la Pistoiese, che gli garantisce un ingaggio di 150mila euro a stagione, una cifra importante per la categoria e superiore di oltre un terzo rispetto a quella percepita da Paolo Indiani nel campionato vinto dal Livorno in D. Senza dimenticare che Lucarelli ha al seguito uno staff di assoluto livello e di vecchie conoscenze: il vice Richard Vanigli, il preparatore dei portieri Pietro Spinosa e il preparatore atletico Alberto Bartali, professionista con esperienze anche all’Al-Jazira, allo Zenit San Pietroburgo di Luciano Spalletti e al Galatasaray.

È il gruppo di lavoro che costruì la straordinaria cavalcata della Ternana 2020-21: promozione in Serie B con 90 punti, imbattibilità, 28 vittorie, miglior attacco con 95 gol e ben diciotto record complessivi. Numeri e curriculum che inevitabilmente incidono anche sul piano economico. Per questo l’eventuale operazione richiederebbe un punto d’incontro: da una parte l’ex bomber dovrebbe abbassare le proprie pretese, dall’altra il Livorno dovrebbe compiere uno sforzo superiore rispetto a quanto potrebbe aver fatto sinora. Se arrivasse un accordo comunque non inferiore a quello che fu garantito a Indiani, la stretta di mano potrebbe arrivare rapidamente. Ma prima servirà un passaggio indispensabile: la risoluzione del contratto con la Pistoiese.

«Avevo già maturato la decisione sull’allenatore. Era tutto pronto, tutto. Pensavo di annunciare il mister tra martedì e mercoledì. Poi la morte di Igor mi ha preso completamente di sorpresa e si è capovolto tutto», racconta il presidente al Tirreno, ripercorrendo quei giorni vissuti tra Parigi, Roma e Livorno. Il lunedì poi, era nella capitale, dove ha incontrato diversi presidenti di Serie C parlando soprattutto dell’imminente introduzione del Salary Cap, destinato a rivoluzionare la gestione dei bilanci. «La nuova parola d’ordine è il Salary Cap, una formula che ti vincola ai conti del 30 giugno dell’anno precedente e stabilisce quanto puoi spendere».

La sera dello stesso giorno, però, qualcosa è definitivamente cambiato. «Sono andato a vedere il film su Protti alla Fortezza Vecchia. È stato struggente. Poi ho ripensato a tutta quella gente allo stadio, la risposta della città. Ho visto un’umanità straordinaria che va oltre il calcio. Un calcio romantico che oggi è sempre più raro. Tutto questo, forse, mi ha anche portato sulla strada giusta». Da quel momento il presidente comincia a riflettere sulla possibilità di riportare a casa Cristiano. Non lo dice apertamente, ma le sue parole lasciano intuire che il cambio di rotta nasce proprio in quei giorni. Il problema, però, resta duplice: contrattuale ed economico. «Parliamo di un allenatore che è sotto contratto. Noi non possiamo entrare nei rapporti tra lui e la Pistoiese. Se però fosse libero, uno sforzo io e uno sforzo lui, la quadra si troverebbe».

La formula

L’idea potrebbe essere quella di un contratto con una parte fissa contenuta e una consistente quota variabile legata ai risultati. «Una formula fattibile. Non gli puoi offrire di partenza però trentamila euro. Esistono allenatori più orientati sul fisso e altri che credono di più nella parte variabile. È una soluzione normale nel calcio». Il tempo stringe. Il Livorno deve costruire la nuova squadra e il mercato non può più aspettare. Anche perché Lucarelli rappresenterebbe un investimento tecnico importante, forte di idee già chiare e di una lista di giocatori individuati secondo la filosofia che lo ha sempre contraddistinto: pochi nomi altisonanti, tanti profili da valorizzare, con il rapporto qualità-prezzo come principio guida. Esciua fissa anche la scadenza. «Siamo arrivati molto vicini a una decisione finale. C’è di mezzo il weekend, ma confido di chiudere la questione allenatore nella prima parte della prossima settimana».

Una previsione? L’allenatore potrebbe essere pronto a stracciare il suo contratto per firmarne uno nuovo. Le probabilità che questo accada, saranno altissime se Esciua riconoscerà che la differenza fra il 99 e Formisano è decisamente superiore rispetto a quello che potrebbe essere stato stimato fino ad ora. 

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