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Il lutto

Grosseto, studentessa morta in gita: nell’ultimo giorno di maturità il diploma ad honorem per Aurora Bellini

di Redazione Grosseto

	I familiari e i compagni di classe di Aurora Bellini
I familiari e i compagni di classe di Aurora Bellini

Massimo dei voti al Manetti Porciatti, il ricordo con genitori e compagni: «Il tuo percorso non è finito, continua nel ricordo, nell’affetto e nella luce lasciata a coloro che ti hanno conosciuta e amata»

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GROSSETO. Il polo tecnologico Manetti Porciatti ha conferito il diploma ad honorem ad Aurora Bellini, la ragazza morta durante una gita scolastica in Sicilia. A distanza di un anno i suoi compagni hanno affrontato la maturità ma poi, conclusi gli esami, si sono ritrovati nell’aula magna della sede Cat di via de’ Barberi.

Il diploma

Per volontà del dirigente scolastico Angelo Costarella, della professoressa Maria Pia Betti e della presidente della commissione d’esame Mirta Venturini, ad Aurora è stato conferito il diploma da perito geometra, con il massimo dei voti: 100/100 con lode. Nella motivazione letta dal dirigente è scritto: «Il tuo percorso non è finito, continua nel ricordo, nell’affetto e nella luce lasciata a coloro che ti hanno conosciuta e amata». Poche parole ma sufficienti a suscitare l’emozione dei compagni di classe e professori che l’hanno accompagnata nel suo percorso. E soprattutto dei genitori Erika Tognazzi e Paolo Bellini e della sorella Martina, stretti in un dolore che il tempo non ha potuto attenuare.

Poi è arrivato un lungo applauso. Un applauso che non era soltanto per un diploma. Era per una ragazza che avrebbe dovuto essere lì, sorridere con i suoi amici, stringere quel titolo tra le mani e guardare al futuro. In quel momento Aurora era presente. Non fisicamente, ma in ogni sguardo, in ogni lacrima, in ogni battito di mani. Le parole pronunciate da chi ha preso la parola sono nate senza essere scritte. Nessun discorso preparato avrebbe potuto raccontare ciò che tutti stavano vivendo. Perché il ricordo di Aurora continua a essere vivo, autentico, condiviso da un’intera comunità scolastica che non ha mai smesso di sentirla parte della propria famiglia.

I ricordi

Il dirigente Angelo Costarella ha voluto rassicurare ancora una volta i genitori della studentessa e la sorella, spiegando che «come Polo Tecnologico manterremo viva la memoria di Aurora. Lo faremo attraverso il murale che la ricorda, l’albero piantato nel suo nome e la panchina che lo accompagna. Ma soprattutto lo faremo raccontando la sua storia a ogni studente che entrerà in questa scuola. Quei simboli non saranno mai soltanto un murale, un albero o una panchina. Dietro ci sarà sempre il volto di Aurora, il ricordo della ragazza che è stata e di ciò che ha lasciato dentro tutti noi».

Una scuola che forma figure con profili tecnico scientifici, ma soprattutto insegna cosa significa essere comunità che non dimentica. Da parte loro Erika, Paolo e Martina hanno accolto quel diploma con una commozione difficile da descrivere. Sul loro volto si sono intrecciati il dolore di un’assenza che nessun riconoscimento potrà mai colmare e la gratitudine per una scuola che ha scelto di custodire per sempre il ricordo della loro figlia e sorella. E anche se si sono conclusi gli esami per la classe di Aurora, quella classe ha consegnato simbolicamente il suo diploma anche alla ragazza, perché ci sono compagni di viaggio che il destino costringe a fermarsi troppo presto, ma ci sono ricordi che nessun destino riuscirà mai a portare via.

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