Il Tirreno

Versilia

Il processo

Ucciso col Suv a Viareggio, oggi la sentenza per Cinzia Dal Pino: rischia la condanna all’ergastolo

di Matteo Tuccini

	Cinzia Dal Pino in tribunale e l'investimento ripreso dalle telecamere
Cinzia Dal Pino in tribunale e l'investimento ripreso dalle telecamere

La difesa ha chiesto la riformulazione dell’accusa in eccesso colposo di legittima difesa o preterintenzionale. Attesa per il verdetto della Corte d’Assise di Lucca

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VIAREGGIO. È attesa per oggi la sentenza sull’omicidio di Noureddine Mezgui, investito e ucciso dall’imprenditrice balneare Cinzia Dal Pino la sera dell’8 settembre 2024 in via Coppino. Per Dal Pino la Procura ha chiesto la pena dell’ergastolo: l’accusa è di omicidio volontario pluriaggravato.

Investito col Suv dopo il furto della borsa

Nell’udienza ci saranno le ultime repliche, poi – salvo rinvii – la Corte d’Assise di Lucca presieduta dalla giudice Nidia Genovese pronuncerà il verdetto. Come noto, quella sera Dal Pino era a cena con amici al ristorante Da Miro in Darsena. Mezgui le sottrasse la borsa dall’auto, una volta che l’imprenditrice era andata a riprendere il veicolo per tornare a casa nel quartiere Campo d’Aviazione. Dal Pino, a quel punto, seguì l’uomo per poi investirlo con il suo Suv Mercedes. Mezgui, 52enne di nazionalità marocchina, morì per le ferite riportate.

La richiesta della difesa

La difesa di Dal Pino, rappresentata dagli avvocati Enrico Marzaduri e Alberto Gargani, ha chiesto alla Corte di riformulare il reato contestato alla donna. Ridimensionandolo a eccesso colposo di legittima difesa, o tutt’al più a eccesso preterintenzionale. Sono due fattispecie riconducibili appunto all’omicidio colposo e all’omicidio preterintenzionale, che presuppongono la mancanza di volontarietà nel delitto: secondo i suoi legali Dal Pino voleva recuperare la borsa, piena di effetti personali per lei delicati, ma senza intenzione di vendicarsi per quella che la difesa continua a definire «una rapina».

La versione di Dal Pino

Secondo la donna e i suoi legali, Mezgui, detto “Said”, l’avrebbe minacciata e aggredita con un coltello, mai ritrovato. Profondamente diversa è la tesi della Procura: Dal Pino avrebbe agito con crudeltà, a scopo di vendetta, non solo per riprendere la borsa ma per punire la vittima. In una vendetta che la pm Sara Polino, nella sua requisitoria di pochi giorni fa, ha definito «spropositata». Sul processo, già fonte di dibattito sui social, è calata una cappa di forte tensione: la pm Polino è stata insultata proprio sul web, dopo la richiesta di condanna all’ergastolo. Sia la Procura che la stessa magistrata stanno valutando azioni legali, con possibili denunce per diffamazione. Il tribunale di Lucca ha disposto per il giorno della sentenza un rafforzamento delle misure di sicurezza. Per Dal Pino l’eventuale condanna non sarebbe esecutiva: dal momento dell’arresto, avvenuto all’interno della chiesa di Santa Rita al Campo d’Aviazione, è stata quasi sempre ai domiciliari nella sua abitazione.

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