Il Tirreno

Toscana

La proposta

L’incubo del registro elettronico: «Troppo stress, meglio studiare senza voti. Così si privilegia la salute»

di Emanuele Gongo *

	(foto di repertorio)
(foto di repertorio)

La digitalizzazione dell’istruzione, attraverso la notifica istantanea del registro elettronico, ha trasformato il momento del feedback in una pressione costante

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L’incubo del registro elettronico: perché per i giovani i voti sono diventati tossici. Il dibattito sulla salute mentale nelle scuole italiane ha raggiunto un punto di non ritorno, focalizzandosi su quella che molti studenti definiscono ormai come una vera e propria "tossicità del voto".

Non si tratta più soltanto di una valutazione numerica sul rendimento accademico, ma di un parametro che, secondo le recenti mobilitazioni studentesche, finisce per definire il valore stesso della persona, alimentando ansia da prestazione e disturbi psicosomatici. La digitalizzazione dell’istruzione, attraverso la notifica istantanea del registro elettronico, ha trasformato il momento del feedback in una pressione costante e asfissiante. La competizione tra pari, spesso esasperata da un sistema che premia la performance quantitativa rispetto alla crescita qualitativa, viene indicata come la causa principale di un clima scolastico sempre più ostile e meno inclusivo.

Di fronte a questo scenario, le proposte che arrivano direttamente dalle assemblee degli istituti e dalle consulte provinciali sono chiare e mirano a scardinare il dogma del numero. La soluzione più discussa è l’introduzione della cosiddetta "scuola senza voti", o meglio, di una valutazione puramente narrativa e descrittiva per l’intero anno scolastico, lasciando il voto numerico solo alla fine del percorso come mero adempimento burocratico. I giovani chiedono un passaggio radicale dalla valutazione sommativa a quella formativa, dove il dialogo tra docente e discente si concentri sui punti di forza e sulle lacune da colmare, senza il peso di un giudizio che marchi indelebilmente il curriculum.

Tra le altre proposte emerge la richiesta di una maggiore flessibilità nei tempi di verifica, con la possibilità di concordare le interrogazioni e l'istituzione di sportelli psicologici permanenti che non siano solo emergenziali. L’obiettivo dichiarato dai rappresentanti degli studenti non è quello di eliminare il merito o la fatica dello studio, quanto quello di riappropriarsi del piacere della scoperta e della conoscenza, svincolandola dai voti, visti come un ostacolo al benessere psicofisico che come uno strumento di reale emancipazione culturale.

* Studente di 17 anni del Liceo Classico Niccolini Palli di Livorno
 

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