Fisco
La Fi-Pi-Li “come” un’industria: pubblicità, pannelli e pedaggio – Come vuole trasformarla la Regione
La nuova società regionale punta a un modello di gestione autosufficiente, sostenuto da entrate diversificate e da un piano di investimenti che mira a ridisegnare l’infrastruttura più trafficata della Toscana
Costituire Toscana Strade spa è come piazzare una scatola sopra il tavolo: tra poco la società sarà ufficialmente realtà, ma il passaggio successivo, quello più delicato, sarà riempirla con le risorse necessarie per operare. La nascita di questa società in house, controllata al 100% dalla Regione, segna un cambio di paradigma nella gestione della principale arteria di collegamento tra Firenze, Pisa e Livorno.
Il modello di finanziamento
Per rendere questa “scatola” operativa e autosufficiente, la Regione ha disegnato un modello di finanziamento articolato che punta ad alimentarsi attraverso una pluralità di entrate. Anche se una parte di queste al momento rimane al livello ipotetico. A presentare la nuova spa, che nasce con l’intento di superare l’attuale modello basato sulle convenzioni con le Province di Firenze, Pisa e Livorno, sono stati il presidente della Regione Eugenio Giani e l’assessore alle Infrastrutture Filippo Boni.
Autovelox, pedaggi e nuove entrate
Il primo pilastro è rappresentato dal 50% degli introiti degli autovelox, circa 7-8 milioni di euro l'anno, che verranno destinati direttamente al funzionamento e agli investimenti della società. A questo si aggiungerà, presumibilmente dal 1° gennaio 2028, un pedaggio selettivo «rivolto esclusivamente ai tir, gestito con un sistema satellitare e di telerilevamento senza caselli fisici», ci tiene a specificare Giani.
Pubblicità, carburanti ed energia
La strategia di autofinanziamento non si ferma qui: Toscana Strade agirà come un vero operatore commerciale, mettendo a profitto la gestione della pubblicità lungo il percorso, incassando i canoni delle stazioni di rifornimento e sfruttando le potenzialità energetiche del territorio. Grazie alla nuova normativa sui siti idonei, «sarà infatti possibile installare pannelli fotovoltaici entro 300 metri dalla sede stradale, garantendo alla società ulteriori introiti derivanti dalla produzione di energia», aggiunge il presidente.
Un’arteria da 50.000 mezzi al giorno
L’ambizione del progetto è commisurata all’urgenza dei problemi che affliggono un’arteria che gestisce circa 50.000 mezzi al giorno. L’assessore alle Infrastrutture Filippo Boni ha sottolineato come la Fi-Pi-Li sia una delle strade più trafficate del centro Italia e che «la semplice manutenzione ordinaria e straordinaria non basta più. Toscana Strade sarà il primo passo che consentirà di attivare e realizzare quegli interventi direttamente». L’obiettivo finale, stimato in un investimento complessivo di circa 500 milioni di euro, è quello di portare la terza corsia o la corsia d'emergenza dove possibile, «elevando gli standard di sicurezza e fluidità».
Le aree prioritarie di intervento
Le zone d'intervento sono state scelte seguendo uno studio approfondito dell'Università di Pisa e di Kpmg. Il presidente Giani ha indicato i tratti coinvolti: «Gli interventi prioritari sono l'allargamento nella direzione da Firenze a Pisa, dai caselli di Scandicci fino a Lastra a Signa, e l'altro prima della biforcazione per Pisa e Livorno, dall'entrata di Ponte a Egola verso Ponsacco». A questi si aggiungono la tratta Ginestra-Montelupo e il «riallineamento su una carreggiata più larga delle uscite a San Miniato e Santa Croce». L'assessore Boni ha confermato che «dal 2027 potranno già partire lavori non solo di manutenzione, ma anche per ampliare queste “mini terze corsie” fondamentali per il traffico».
Le risorse già stanziate
Dieci milioni sono stati già stanziati: la Regione prevede di impegnare 50 milioni di euro nei primi due anni. Poi? Chissà, dipenderà dal bilancio. Giani è fiducioso nella capacità di questa struttura di operare con logiche industriali: «Man mano che la società si assesta e diventa virtuosa – ha spiegato – i lavori di manutenzione li faremo fare la notte, esattamente come la Società Autostrade, per essere più vicini alle esigenze dei cittadini». L’iter legislativo prevede ora il passaggio in consiglio regionale entro il mese di giugno, previo parere di Corte dei Conti e Antitrust.
La visione futura: Toscana Strade come gestore regionale
Sebbene la priorità immediata sia la messa a norma di questa arteria, Giani immagina la società come il futuro gestore delle arterie regionali: «In prospettiva diventa la società strade per la gestione delle strade regionali, nel momento in cui avrà esaurito quello che è la funzione sulla Fi-Pi-Li». Una visione che si riflette anche nella scelta del simbolo della società: non il classico Pegaso, ma la Chimera, affinché «non sia qualcosa che rappresenta un sogno, ma invece la chimera che diventa realtà», conclude immaginifico il presidente. Se lo augurano anche molti toscani. Serviranno parecchi anni per vederla.
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