Il Tirreno

La storia

L'ultimo gesto d'amore di Lucianina: nel testamento 622mila euro per l'ospedale

di Luca Centini

	Luciana Gelli è scomparsa all'età di 91 anni: nelle foto la consegna di un macchinario e una protesta
Luciana Gelli è scomparsa all'età di 91 anni: nelle foto la consegna di un macchinario e una protesta

Elba, Luciana Gelli per anni è stata in prima linea a difesa della sanità. L’utilizzo dei soldi è vincolato all’ospedale di Portoferraio. Ha destinato somme anche all’associazione Casa delle Donne di Roma, a Legambiente, a Diversamente Sani e alla Rsa di Casa del Duca

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PORTOFERRAIO. Coerente fino alla fine. Anzi, no. Siamo più precisi. Coerente anche dopo la fine. Sì, perché in un mondo in cui le battaglie si combattono – o si finge di combattere – sui social, seduti davanti a uno schermo del pc o con un telefonino in mano, salvo poi pensare ai fatti propri nella vita reale, c’è ancora che per le cause in cui crede è disposto a metterci il cuore. E il portafoglio.

Il dono all'ospedale

È questa la lezione definitiva che ci ha dato Luciana Gelli, la piccola grande guerriera per i diritti dell’isola d’Elba, sempre in prima linea per l’ospedale di Portoferraio, per l’ambiente, per la difesa dei diritti delle donne. Da una delibera pubblicata lo scorso 5 giugno dal direttore generale dell’Asl Toscana Nord Ovest Maria Letizia Casani,si legge che l’azienda sanitaria ha accettato il legato testamentario di Luciana Gelli, morta all’inizio di dicembre in una stanza dell’ospedale di Pisa. Aveva 91 anni. Era stata trasferita nell’ospedale toscano dopo che, alcuni giorni prima, aveva subito un incidente. Ecco, nell’atto approvato dall’azienda sanitaria locale c’è la conferma – anche se gli elbani che conoscevano bene Luciana questo lo sapevano già – di come in un corpo gracile e minuto possa battere un cuore talmente grande da non conoscere confini. Luciana ha deciso di destinare all’Asl, con un utilizzo vincolato all’ospedale di Portoferraio, la liquidazione di due distinte polizze assicurative per un valore di circa 622mila euro, tra valore capitale (470mila euro) e rendimento delle stesse polizze.

Le battaglie per i diritti

Il gesto estremo di una guerriera che per anni ha lottato al fianco dei compagni dei comitati (lei era una combattiva esponente del Gruppo Elba sanità) proprio per tenere in piedi quel piccolo ospedale dell’isola. Presente a ogni manifestazione, pronta a “incendiarsi” ogni volta che si paventavano tagli ai servizi e ipotesi di ridimensionamento per la sanità locale. Noi giornalisti le tenevamo sempre d’occhio Luciana, durante gli incontri pubblici. Quando qualche politico o dirigente d’azienda impugnava il microfono. Cercavamo tra le file di sedie quella donnina dai capelli imbiancati, il viso solcato dalle rughe e quel viso capace al tempo stesso di aprirsi in un sorriso travolgente o di chiudersi in una ghigna battagliera. Gli occhi. Sì, quegli occhi puntuti erano il termometro più affidabile. Ogni volta che – al microfono – si pronunciavano parole vuote, annunci privi di consistenza o si cercavano di spiegare e far digerire tagli e ridimensionamenti, prendevano letteralmente fuoco. «Vai, ci siamo! Ora parte Luciana», dicevamo. Detto, fatto. La piccola grande guerriera si alzava in piedi e sferrava una lingua tagliente come una lama. Non faceva differenza se si trattava di affrontare presidenti, politici locali, regionali o nazionali. Lucianina sapeva essere uno scoglio impossibile da aggirare. Ferma e dura come il granito elbano. «Tanto poi il traghetto lo dovete prendere anche voi!», partiva tra il serio e il facéto. E poi giù, bordate come rena. Un piccolo grande terremoto.

L'ultimo gesto d'amore

Non le piacevano i potenti a Luciana, era più forte di lei. E per le ingiustizie, piccole e grandi che fossero, aveva una vera e propria intolleranza. Dalla chiusura dell’accesso pubblico alla spiaggia storica di Cala dei Frati, fino ai tagli in ospedale. Luciana la trovavi al corteo a difesa dell’ospedale, con la maglia gialla di Legambiente a qualche blitz anti-cemento. Si è impegnata in prima linea fino a quando il fisico glielo ha consentito. E quando ha iniziato a sentire che le energie la stavano abbandonando non si è mica ritirata, figuriamoci se una così indietreggia. Si è riorganizzata, con lucida determinazione. E ha pensato a cosa lasciare, una volta che il suo percorso terreno sarebbe cessato. Ecco, la pubblicazione del testamento ha svelato i contorni dell’ultima grande battaglia di Lucianina: i premi di due polizze destinati all’ospedale di San Rocco «confidando – si legge nella delibera dell’Asl Toscana Nord Ovest – che la somma venga utilizzata al meglio, nell’interesse della popolazione elbana», e con un vincolo preciso «dell’impiego delle somme derivanti dalla liquidazione per l’ospedale di Portoferraio». L’ultimo gesto d’amore della guerriera dal cuore d’oro. Anzi, uno degli ultimi gesti. Gelli ha infatti destinato somme anche all’associazione Casa delle Donne di Roma, che ha contribuito a fondare, a Legambiente, a Diversamente Sani e alla Rsa di Casa del Duca. «Mi disse che voleva restare con noi fino all’ultimo e fare qualcosa anche dopo – racconta Lally Chiappa, responsabile del Gruppo Elba Sanità – adesso ho capito. Lei è sempre con noi, anche adesso. Non ho ancora tolto il suo nome dalla lista dei nostri associati, non lo farò».

Del resto Luciana Gelli ci ha voluto dire proprio questo: anche senza la presenza fisica si può combattere per le cause giuste. E anche senza notare quel piccolo capo coperto dai capelli imbiancati tra le file di sedie o in mezzo a un corteo, in fondo, Lucianina sarà sempre lì, con il megafono in mano. Guerriera in vita. Guerriera per sempre.


 

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