La moltiplicazione delle identità digitali: dalle maschere di Pirandello ai selfie
Pirandello nelle sue opere insegna che la realtà non è un dato oggettivo, ma una costruzione fragile, continuamente negoziata tra percezione e rappresentazione
Una realtà non ci fu data e non c'è, ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere: e non sarà mai una per tutti, una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile (Uno nessuno e centomila).
Premio Nobel per la Letteratura nel 1934, Luigi Pirandello è stato uno degli autori più innovativi del Novecento rimanendo ancora oggi, a novant’anni dalla sua scomparsa, capace di scardinare le certezze della narrativa tradizionale. Nelle sue opere si afferma protagonista una radicale riflessione sull'io, delineando l'immagine di un individuo molteplice e frammentato, costretto a indossare maschere diverse in ogni contesto sociale. “Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti”. Romanzi come "Il fu Mattia Pascal" o "Uno, nessuno e centomila" mettono in scena personaggi che scoprono l’impossibilità di possedere un’identità stabile, anticipando temi oggi centrali nel dibattito culturale, dalla crisi dell’io fino alla costruzione sociale della persona.
Ancora più rivoluzionario è stato il suo teatro. Con opere quali "Sei personaggi in cerca d'autore", Pirandello rompe la quarta parete mettendo in discussione il confine tra realtà e finzione, e coinvolgendo lo spettatore in un gioco metateatrale che destabilizza ogni certezza. Il teatro diventa così uno spazio in cui la verità non è mai definitiva, ma sempre sfuggente e relativa.
A oltre novant’anni dalla morte, infatti, la forza di Pirandello risiede proprio nella sua attualità. In un’epoca segnata dai social media e dalla moltiplicazione delle identità digitali, la sua intuizione delle “maschere” appare sorprendentemente profetica. L’idea che ogni individuo sia percepito in modi diversi a seconda dello sguardo altrui trova oggi nuove conferme nella realtà virtuale e nelle dinamiche della comunicazione contemporanea. Pirandello insegna che la realtà non è un dato oggettivo, ma una costruzione fragile, continuamente negoziata tra percezione e rappresentazione.
*Studentessa di 17 anni del Liceo Scientifico XXV Aprile di Pontedera
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