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MotoGp, in Catalogna succede di tutto: cadute, ripartenze e piloti in ospedale

di Redazione web

	La maxi caduta in Catalogna
La maxi caduta in Catalogna

Vince l’italiano Di Giannantonio in una domenica pazza e pericolosa

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Il Gran Premio della Catalogna si è trasformato in una delle corse più imprevedibili degli ultimi anni. A Montmeló, in una domenica (17 maggio) segnata da incidenti e ripartenze, Fabio Di Giannantonio ha trovato la lucidità che è mancata a molti dei protagonisti della MotoGP, conquistando un successo che pesa come un macigno sulla sua stagione. La gara era iniziata con il copione più atteso: Pedro Acosta, poleman e uomo da battere del weekend, aveva preso il comando impostando un ritmo che sembrava inavvicinabile. Alle sue spalle si alternavano gli attacchi di Raul Fernandez e di Alex Marquez, reduce dal trionfo nella Sprint.

L’incidente che ha cambiato tutto

Il momento chiave è arrivato quando nessuno se lo aspettava. Acosta ha rallentato improvvisamente sul rettilineo principale, probabilmente per un problema tecnico. Alex Marquez, che stava arrivando a grande velocità, non ha potuto evitarlo: impatto violento, moto distrutte e detriti ovunque. La direzione gara ha esposto subito la bandiera rossa. Di Giannantonio, coinvolto marginalmente nell’episodio, è riuscito a rientrare ai box e a ripresentarsi alla ripartenza. Marquez è stato portato al centro medico, cosciente ma impossibilitato a continuare. Acosta ha visto svanire una vittoria che sembrava alla sua portata.

Una corsa a eliminazione

La seconda fase della gara non è stata più semplice: un altro incidente ha coinvolto Bagnaia, Marini e Zarco, costringendo a un nuovo stop. A quel punto, più che la velocità pura, contavano nervi saldi e capacità di leggere una gara che cambiava forma a ogni giro. È in questo contesto che Di Giannantonio ha costruito la sua impresa. Forte del podio ottenuto nella Sprint, ha evitato rischi inutili, ha gestito le gomme e ha sfruttato ogni occasione lasciata dagli errori altrui.

La rimonta e il sorpasso decisivo

Alla terza partenza da fermo, il pilota del team VR46 è scattato con prudenza, per poi risalire progressivamente il gruppo. Il momento decisivo è arrivato a quattro giri dal traguardo, quando ha superato Acosta con una manovra pulita e chirurgica.

Da lì in avanti ha controllato la gara, mentre lo spagnolo della KTM veniva risucchiato dal gruppo: prima il sorpasso di Joan Mir, poi quello di Fermin Aldeguer, fino alla caduta finale dopo un contatto con Ai Ogura a pochi metri dalla bandiera a scacchi.

Un Mondiale senza padrone

La Catalogna lascia in eredità un campionato ancora più incerto. Bezzecchi e Martin, arrivati a Barcellona separati da un soffio, hanno vissuto un weekend complicato, tra errori e occasioni buttate. Di Giannantonio, invece, esce dal Montmeló con una vittoria che cambia la percezione del suo 2026: non più semplice outsider veloce, ma pilota capace di emergere quando la MotoGP diventa una battaglia di nervi.

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