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Cinque Comuni e la Provincia di Prato contro la nuova pista di Peretola

di Redazione Prato

	Gli amministratori locali che hanno firmato i ricorsi al Tar
Gli amministratori locali che hanno firmato i ricorsi al Tar

Dopo gli ambientalisti, anche gli enti locali hanno fatto ricorso al Tar

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PRATO. Dopo i quattro ricorsi, gli ennesimi, di 14 associazioni ambientaliste, è la volta dei Comuni di Sesto Fiorentino, Calenzano, Campi Bisenzio, Carmignano e Poggio a Caiano, oltre alla Provincia di Prato, che hanno notificato i loro ricorso contro il decreto di Via (la valutazione di impatto ambientale) del nuovo aeroporto di Firenze. l ricorsi saranno depositati entro trenta giorni presso il Tribunale amministrativo regionale come previsto dalla legge. Tra i profili di illegittimità evidenziati emergono carenze istruttorie, procedimentali e documentali che secondo i promotori in molti casi hanno portato ad eludere le questioni ambientali e a sottostimare il fortissimo impatto che l’opera avrà sulla Piana e sulla sua vivibilità.

Secondo le amministrazioni, la fase di studio che ha preceduto la presentazione dei ricorsi sia in fase di analisi che di definizione dei fondamenti su cui poggia il nostro ricorso è emersa una sostanziale coincidenza tra i problemi di questo progetto e i problemi del vecchio che arrivano poi a tradursi nei profili di illegittimità che contestiamo di fronte al Tar. La nuova pista dell’aeroporto cancellerebbe in un colpo solo il parco agricolo della Piana, aree umide importantissime per la biodiversità, attività agricole e ricreative, oltre a mettere a rischio le attività del Polo universitario. Lo farebbe, dicono « in nome di una idea di sviluppo sbagliata, incentrata solo sul turismo mordi e fuggi e sul lavoro povero, andando incontro alla città della rendita e dei privilegi di pochi a spese dell’interesse di tutti». L’opposizione all’opera non si fermerà alla sede giudiziaria, sottolineano, ma proseguirà anche in sede politica e istituzionale. Asfaltare ettari di territorio è una scelta antistorica e pericolosa, anche alla luce delle recenti alluvioni e di tutte le fragilità che hanno fatto emergere. Tornare indietro, indirizzare le centinaia di milioni di euro pubblici stanziati per la pista verso opere di prevenzione del dissesto idrogeologico, integrare Firenze con gli aeroporti di Bologna e Pisa mettendo a sistema i grandi investimenti infrastrutturali in corso sull’alta velocità e pianificandone di nuovi per collegare la Toscana interna con la costa significherebbe compiere una scelta veramente lungimirante e rivolta al futuro. 

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