Terme di Montecatini, un’offerta per il lotto delle Leopoldine – Ecco qual è il gruppo toscano interessato
L’annuncio di Giani e Del Rosso: un’offerta per il lotto che comprende le Leopoldine. Secondo le indiscrezioni sarebbe arrivata dalla Human Company di Claudio Cardini
MONTECATINI. La notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno nella serata di sabato, ma non era un fulmine che precedeva la tempesta, ma piuttosto uno che annunciava un possibile ritorno al bel tempo. È quella contenuta in un video di nemmeno due minuti in cui il presidente della Regione Eugenio Giani, accanto al sindaco Claudio Del Rosso e all’amministratore unico delle Terme Luca Quercioli, ha annunciato «un’offerta importante, da parte di un gruppo privato, che ha tutte le credenziali e le possibilità per questo».
Lotto delle Leopoldine
Un’offerta che, per usare sempre le parole del presidente, «completa il quadro». Sì, perché dopo le due aste andate deserte per la vendita delle Terme (al momento controllate da un commissario liquidatore incaricato di raccogliere eventuali manifestazioni d’interesse per l’acquisto del patrimonio immobiliare) si era deciso di andare verso il cosiddetto “spezzatino”, ossia la vendita a lotti. E se la Regione ha ribadito, anche nel suo ultimo bilancio (stanziando 17 milioni e mezzo di euro per questa voce) l’intenzione di acquistare gli stabilimenti Tettuccio, Excelsior e Regina, mentre il Comune di Montecatini punta alla Torretta e la Fondazione Caripit guarda alle Tamerici, restava da trovare un potenziale acquirente per ciò che restava, in primis le Leopoldine, ma anche il Grocco, la Salute e altri immobili che fanno parte del complesso. Ebbene, la notizia è questa: quando si terrà l’asta giudiziaria (la cui data deve essere ancora stabilita, ma si parla di tempi brevi) ci sarà anche il nome di un privato tra coloro che hanno presentato un’offerta irrevocabile di acquisto per quanto rimasto fuori dagli obiettivi di Regione, Comune e Fondazione.
Il commento del sindaco
«Un passo fondamentale per il futuro di Montecatini Terme – ha commentato poco dopo sui social il primo cittadino Claudio Del Rosso – ho da poco concluso una riunione con il presidente Eugenio Giani e Luca Quercioli, nel corso della quale abbiamo affrontato un tema di grande importanza: la presentazione di un’offerta irrevocabile di acquisto, accompagnata dal versamento di una caparra tramite bonifico bancario, per l’acquisizione del patrimonio termale residuo, rispetto alle precedenti manifestazioni di interesse avanzate da Regione Toscana, Comune di Montecatini Terme e Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia. Questa notizia conferma la bontà delle scelte compiute dalla nostra amministrazione per il rilancio di Montecatini Terme e la capacità della città di tornare attrattiva per investitori italiani».
«Non si tratta di un punto di arrivo – ha aggiunto Del Rosso – ma dell’avvio del percorso previsto: si procederà infatti con l’asta giudiziaria, come stabilito dalla normativa vigente, e non escludiamo che possano emergere ulteriori interlocutori interessati al patrimonio termale. Negli ultimi mesi, a seguito delle decisioni assunte sulla città e sulle Terme, abbiamo riscontrato un crescente interesse da parte di diversi soggetti. Desidero ringraziare in modo particolare il dottor Luca Quercioli, amministratore delle Terme, e il Presidente Eugenio Giani per la vicinanza, il supporto e l’attenzione costante dimostrati nei confronti di Montecatini Terme e del suo futuro. Siamo molto soddisfatti e orgogliosi. Montecatini merita questo rilancio e affrontiamo questo momento con grande entusiasmo. Continueremo a lavorare con impegno e responsabilità: questo era uno dei grandi obiettivi della nostra amministrazione, e oggi siamo sulla strada giusta».
Sì, perché questo vuol dire che dopo i già citati due tentativi di vendita in blocco del complesso andati a vuoto (il primo su una base d’asta di 42 milioni di euro, il secondo partendo da 32), questo vuol dire che adesso, in ogni caso, ci sarà almeno un acquirente sicuro per ciò che non era compreso nella “lista della spesa” di Regione, Comune e Fondazione.
Il gruppo di un imprenditore pratese
E di chi si tratta? Sul nome del privato viene mantenuto il massimo riserbo, ma le indiscrezioni, sempre più insistenti, sembrano confermare quello che ormai non da giorni, ma letteralmente da mesi, circola in città. Si tratterebbe infatti del gruppo fiorentino Human Company, fondato dalla famiglia pratese di imprenditori del tessile Cardini Vannucchi. Un gruppo di altissimo livello che possiede oltre una dozzina di villaggi in Italia e all’estero. Gruppo guidato dal pratese Claudio Cardini, il quale, all’indomani della seconda asta andata deserta, nel marzo dello scorso anno, si trovava proprio in città e che a domanda precisa ai microfoni del Tg regionale («State guardando anche a Montecatini?») aveva risposto: «Come si fa a non guardare a un posto così fantastico? Vediamo, vediamo, perché no? Potrebbe essere un’occasione di rilancio di Montecatini. Un posto così non si può guardare, non si può lasciare in questo stato». Un imprenditore che risponderebbe alle caratteristiche descritte da Giani. Ma che si tratti di Cardini (come pare più che probabile e come molti sperano, viste la serietà del gruppo e l’amore dello stesso imprenditore per la città), il fatto che ci sia l’offerta di un privato (e come detto dal sindaco di Montecatini Claudio Del Rosso non è escluso che ne giungano altre prima dell’asta giudiziaria) è la garanzia che stavolta il rischio deserto è completamente scansato, e si può pensare a una rinascita complessiva delle strutture, a partire dalla ferita rappresentata dalle Leopoldine, destinate a diventare una struttura alberghiera.
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