Il Tirreno

Prato

L’emergenza

Prato, violenza senza tregua alla Dogaia: nuovi abusi sessuali e aggressioni nelle celle dopo i blitz

di Redazione Prato

	Il carcere
Il carcere

La Procura denuncia una nuova “recrudescenza criminale” nel carcere cittadino: in poche settimane tre detenuti aggrediti, due episodi legati a violenze sessuali e un caso di pestaggio su mandato. L’allarme del personale sanitario: siamo senza protezione

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. La Dogaia torna sotto i riflettori della procura. Dopo i blitz del giugno e del novembre 2025, che avevano portato a una prima mappatura dei traffici illeciti e delle violenze interne, l’istituto penitenziario pratese viene ancora descritto come teatro di una “recrudescenza criminale”. È la stessa Procura guidata da Luca Tescaroli a certificare, in una nota ufficiale, il ritorno di un clima di illegalità diffusa all’interno delle celle e delle sezioni detentive.

Gli episodi

L’episodio più grave risale a sabato 24 gennaio. Un detenuto marocchino di 25 anni è stato vittima nella propria cella – scrive la procura – di una “brutale aggressione” da parte di un altro recluso, in un “contesto collegato a violenza sessuale”. Le lesioni riportate sono state giudicate guaribili in trenta giorni. Non si tratta di un fatto isolato. Il 16 gennaio, un altro detenuto, italiano e di 27 anni, è stato vittima di un’azione violenta finalizzata anch’essa alla commissione di violenza sessuale. A dicembre, il 22, un giovane detenuto brasiliano di 20 anni è stato colpito al volto e al braccio sinistro con un pezzo di legno, su mandato di un altro recluso.

La sequenza ricostruita dalla procura si estende fino al 29 novembre 2025, quando si registrò un episodio di violenza gratuita da parte di un appartenente alla polizia penitenziaria ai danni di un detenuto ricoverato in infermeria. Un fatto che si inserisce nel quadro già emerso nei mesi scorsi, quando le perquisizioni straordinarie disposte dall’autorità giudiziaria avevano fatto emergere un sistema di sopraffazioni, intimidazioni e traffici interni che aveva portato a trasferimenti e provvedimenti disciplinari.

Le criticità

Nel comunicato si dà conto anche delle difficoltà operative del personale sanitario esterno, che avrebbe segnalato una protezione inadeguata durante l’accesso alle sezioni per le visite e le cure ai detenuti. Un dato che richiama direttamente le criticità strutturali già denunciate dopo i blitz del 2025: carenza di controllo effettivo sulle celle, gestione faticosa delle situazioni a rischio, incapacità di prevenire aggressioni e abusi.

Il quadro delineato dalla procura restituisce l’immagine di un carcere che, nonostante gli interventi repressivi degli scorsi mesi, continua a produrre violenza al proprio interno, con dinamiche che colpiscono detenuti giovani e vulnerabili. Una spirale che, a distanza di pochi mesi dalle operazioni straordinarie, sembra essersi rimessa in moto, riportando la Dogaia al centro dell’attenzione giudiziaria e istituzionale. Prato, ancora una volta, si ritrova a fare i conti con un istituto penitenziario che non riesce a uscire dall’emergenza. E i fatti elencati dalla procura, uno dopo l’altro, compongono un bollettino che assomiglia più alla cronaca di un penitenziario fuori controllo.

In evidenza

Fa discutere

Caso Signorini, accolto il ricorso: «Corona deve rimuovere i contenuti». Lui non ci sta: «Il giudice blocca Falsissimo, ma non mi fermo»

di Redazione web
Speciale Scuola 2030