Giacomo, morto schiacciato da una pressa: la passione per il Rally Legend, le partite con gli amici. La zia: «Quelli buoni se li prende il cielo»
Il trentenne era fiero di lavorare alla Co.Ra. Il ricordo degli amici: «Riusciva a trasmettere serenità a chi gli stava accanto»
ALTOPASCIO. «Quelli buoni come Giacomo li vuole quello lassù». Davanti ai cancelli della Co.Ra. di Spianate, la zia del 30enne pesciatino pronuncia queste poche parole con la voce spezzata, mentre con il dito tremante indica il cielo. Piange appoggiata al marito, travolta da un dolore che sembra impossibile da contenere. Giacomo era un ragazzo descritto da tutti allo stesso modo: buono, gentile, serio, incapace di fare del male a qualcuno. «Era un ragazzo eccezionale, molto legato alla famiglia: alla madre Luisella, al padre Maurizio, al fratello Lorenzo e alla nonna – racconta ancora la zia –. Era buono davvero. Lavorava qui da tanti anni».
Giacomo viveva con la famiglia a Macchie di San Piero, nel comune di Pescia, in una casa immersa nel verde. I Pucci sono floricoltori conosciuti nella zona: il padre Maurizio, insieme al fratello Luca, lavora da anni al Mercato dei Fiori di Pescia, dove la famiglia è stimata e conosciuta da tutti. Una famiglia semplice, abituata al lavoro e ai sacrifici. Dopo aver frequentato l’istituto agrario Anzilotti, Giacomo aveva scelto una strada diversa da quella del vivaio. Da circa cinque anni lavorava alla Co.Ra. di Spianate, azienda specializzata nel settore farmaceutico. Quel posto gli piaceva. Ne parlava con orgoglio agli amici, contento di avere trovato un lavoro stabile in un ambiente che sentiva suo. A ricordarlo sono soprattutto gli amici di sempre, quelli cresciuti insieme tra partite a pallone, serate in compagnia e giornate passate nei campi. «In queste circostanze sembra quasi scontato dire che era una brava persona – racconta commosso un amico – ma Giacomo bravo lo era davvero. Era la dolcezza e l’allegria fatta persona. Aveva la capacità di trasmettere serenità. Io, che per carattere mi arrabbio facilmente, quasi lo invidiavo. Era pulito, genuino, uno che amava divertirsi ma nel modo sano». Un ragazzo semplice, senza eccessi, molto legato alle sue abitudini e agli affetti più stretti. Tra le tradizioni a cui teneva di più c’era il viaggio annuale al Rally Legend di San Marino insieme ai due migliori amici delle superiori. Il prossimo Rally si correrà a ottobre, ma stavolta loro saranno in due.
Davanti allo stabilimento di Spianate, ieri, il dolore era visibile negli occhi di tutti. Anche in quelli di Salvatore Lardieri, fondatore e titolare della Co.Ra., che ha preferito non rilasciare dichiarazioni «per rispetto della famiglia». «È un grande momento di lutto per Altopascio – ha detto la sindaca davanti all’azienda –. La comunità si stringe attorno alla famiglia, ai colleghi e alle persone che gli volevano bene». Poi, sui social, D’Ambrosio ha parlato di «una tragedia che sconvolge tutti», ricordando anche «lo sgomento totale» dell’azienda. Parole di cordoglio sono arrivate anche dall’ex sindaco di Pescia, Oreste Giurlani, che conosceva personalmente il giovane. «Lo conoscevo, era un bravissimo ragazzo – ha scritto –. È una tragedia che colpisce duramente la comunità di Pescia e il mondo del lavoro».
(hanno collaborato Luca Signorini e Maria Salerno)
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