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L’operazione

Empoli, rapina in centro con la pistola: picchiata la titolare – Catturato l’uomo in fuga

di Redazione Empoli

	I carabinieri sul luogo della rapina (Foto di Paolo Nucci)
I carabinieri sul luogo della rapina (Foto di Paolo Nucci)

Il fermo è arrivato dopo giorni di indagini serrate: gli investigatori hanno ricostruito spostamenti, indizi e movimenti del sospetto fino al rintraccio nel centro dove alloggiava

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EMPOLI. Si è conclusa con il trasferimento nel carcere di Sollicciano la fuga del presunto autore di una rapina avvenuta lo scorso 15 maggio nel cuore di Empoli. I carabinieri del nucleo operativo e Radiomobile della compagnia locale hanno infatti sottoposto a fermo un cittadino egiziano, classe 2004, accusato di rapina aggravata ai danni di un esercizio commerciale gestito da una donna di nazionalità cinese.

La dinamica della rapina e le condizioni della vittima

In particolare l'aggressore aveva minacciato la donna con una pistola, colpendola poi ripetutamente con il calcio dell'arma. A causa della violenza subita, la vittima ha riportato lesioni giudicate guaribili con una prognosi di 30 giorni. Le indagini dei militari hanno permesso di ricostruire minuziosamente il percorso effettuato dal malvivente prima e dopo il colpo, acquisendo gravi indizi di colpevolezza a suo carico.

La fuga

Il giovane, ospite di un Centro di Accoglienza Straordinaria (CAS) situato a Fucecchio, si era reso irreperibile subito dopo la commissione del reato. Il pomeriggio del 22 maggio, i carabinieri lo hanno intercettato proprio all'interno della struttura mentre era intento a preparare le sue cose, pronto a lasciare il centro per far perdere definitivamente le proprie tracce.

Il sequestro degli indumenti, del monopattino e dell’arma

Durante l'operazione, i militari hanno individuato e sequestrato gli indumenti indossati durante la rapina e il monopattino elettrico utilizzato per la fuga. È stata inoltre recuperata l'arma: una riproduzione di una pistola "Glock" (modello scacciacani) priva del tappo rosso, particolare che la rendeva identica a un'arma vera agli occhi della vittima.

La custodia cautelare e la presunzione d’innocenza

Dopo le formalità di rito, l'uomo è stato condotto presso la casa circondariale di Firenze. In data 25 maggio 2026, a seguito della convalida del fermo, l'autorità giudiziaria ha disposto la misura della custodia cautelare in carcere. 

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