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La vendita

Gavorrano, torna all’asta l’impero Salvadori: azienda agricola, 11 stalle e rimesse di macchinari

di Michele Nannini

	A sx il corpo di fabbrica, a dx uno dei caseggiati rurali
A sx il corpo di fabbrica, a dx uno dei caseggiati rurali

Dopo il primo tentativo di novembre, si riprova il 7 marzo

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GAVORRANO. Dopo il primo tentativo dello scorso novembre tornano all’asta, il 7 marzo 2026, immobili, magazzini e fabbricati dell’azienda Salvadori, una maxivendita che riguarda sette lotti per un valore di circa 11 milioni di euro. La storia della Salvadori risale al secolo scorso quando il capostipite della famiglia Vito diede il via nella zona gavorranese al primo allevamento di suini, un’attività che nella prima parte fu a conduzione familiare prima di crescere in dimensioni e fatturato con una diversificazione che portò nel 2009 anche all’apertura di un salumificio attivo fino all’estate del 2025.

Una realtà importante, in grado di dare risposte concrete a livello economico e di posti di lavoro prima delle difficoltà degli ultimi anni e i primi tentativi di risanamento che non hanno risolto la situazione portando all’avvio della procedura oltre dieci anni fa e al primo tentativo di vendita senza incanto in modalità telematica dei beni oggetto del pignoramento.

Adesso è stato fissato il secondo tentativo di vendita: il lotto più importante, prezzo a base d’asta di oltre 6 milioni e mezzo, è il numero 4, un fabbricato per funzioni produttive connesse all’attività agricola inerente all’allevamento di suini composto da numerosi immobili fra le quali 11 stalle, rimesse di macchine agricole e tramoggia, uffici e magazzino. Gli immobili sono su due particelle di terreno strettamente funzionali all’attività aziendale. Il lotto comprende inoltre consistenti appezzamenti di terreno a seminativo e bosco alto in località Campotondello nel Comune di Gavorrano.

Quasi 3 milioni è invece il valore del lotto numero 7: anche qui si parla di fabbricati per funzioni produttive connesse all’attività agricola consistenti in numerosi immobili fra le quali un’autorimessa per attrezzi, stalla, magazzino e cantina facenti capo al fabbricato B, un magazzino e un forno facenti capo al fabbricato C, una rimessa macchine agricole facenti capo al fabbricato D, un magazzino rimessa macchine agricole facenti capo al fabbricato E, una stalla in legno facente capo al fabbricato F, un locale tecnico facente capo al fabbricato G, tettoia in eternit facente capo al fabbricato I oltre a un pozzo facente capo al fabbricato L con accesso dalla strada provinciale della Collacchia in località Podere Casa Bianca Comune di Gavorrano. Completano il lotto un appartamento di sei vani e due fabbricati in costruzione allo stato grezzo oltre a cospicui appezzamenti di terreno a seminativo.

Poco più di mezzo milione di euro invece per il lotto numero 3, un magazzino e due cospicui immobili rurali e terreni circostanti a seminativo irriguo e uliveto irriguo in località Poggio Crocco nel Comune di Gavorrano. Gli altri lotti, il 2, il 6, il 5 e il 12 per un totale di poco più di un milione di euro, sono invece composti da unità collabenti, appezzamenti di terreno e uliveti (località Poggio Fiorino), un’abitazione con orto (Ribolla, un’abitazione con dieci vani, autorimessa e tre magazzini (località Campotondello) e un’altra abitazione con magazzino e autorimessa (Ribolla).

La procedura è un’esecuzione immobiliare post legge 80 numero 268 del 2012 da parte del tribunale di Grosseto; delegata alla vendita Francesca Del Pasqua e custode Lucia Ghelli.

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