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Viareggio, l'appello dei locali della Darsena dopo la maxi rissa: «Serve un presidio sul vialone»

di Gabriele Buffoni

	Un momento della rissa che si è scatenata alle 4 del mattino di martedì 14 luglio sul viale Europa in Darsena a Viareggio
Un momento della rissa che si è scatenata alle 4 del mattino di martedì 14 luglio sul viale Europa in Darsena a Viareggio

Al momento i carabinieri hanno identificato due minori tra gli autori della rissa sul viale Europa: sono in corso le indagini per individuare gli altri responsabili

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VIAREGGIO. L’ultimo episodio, ma solo in ordine cronologico, oltre che il più eclatante, è quello avvenuto alle 4 del mattino di martedì: un gruppo di una quindicina di ragazzi (due dei quali minorenni: sono attualmente gli unici identificati dai carabinieri di Viareggio) ha aggredito a colpi di casco, calci e bottigliate sei giovanissimi fiorentini mandandone tre in ospedale. Ma in realtà casi di aggressioni, liti, risse e violenze sono praticamente all’ordine del giorno lungo il vialone della Darsena viareggina.

Un problema, quello della sicurezza, che allarma i titolari dei locali che lungo il viale Europa sono attrazione per la movida, non solo locale ma anche dei tanti turisti che visitano la costa viareggina e versiliese. «Per noi è un danno di immagine pesantissimo – commenta Emiliano Cerri, titolare del Maki Maki – il problema è che a scatenare queste risse sono bene o male persone conosciute, tant’è che nessuno di noi le fa entrare nei nostri locali. Per questo stazionano nella zona del vialone, in mezzo alle auto parcheggiate, e poi danno vita a questi episodi di micro-delinquenza aggredendo, come in quest’ultimo caso, persone che dopo essersi divertite vorrebbero soltanto andare a casa».

L’ultimo episodio di lunedì scorso è avvenuto proprio davanti al Maki Maki. «Ce ne siamo accorti poco dopo, quando la situazione è degenerata – racconta Cerri – tant’è che alcuni dei ragazzi aggrediti si sono rifugiati da noi: i nostri bodyguard non possono intervenire su ciò che avviene lungo il vialone, ma fanno da scudo e si occupano di quello che accade all’interno del locale. Qui insomma erano al sicuro – prosegue il titolare del Maki Maki – uno di loro aveva il naso rotto, abbiamo chiamato le forze dell’ordine, che qualcun altro aveva già contattato anche prima di noi, e allertato i soccorsi per dare assistenza medica ai ragazzi».

Per Cerri «è essenziale che ci sia più presenza delle forze dell’ordine in questa zona: capiamo le difficoltà di carabinieri e polizia, ma almeno nelle fasce orarie legate alla movida è importante avere un presidio che funga anche da deterrente».

Un appello cui fa eco Gabriel Arena, uno dei soci titolari del Carpe Diem (altro locale molto noto e frequentato sul viale Europa). «Domenica scorsa – racconta – un uomo dell’est Europa, intorno a mezzanotte, è entrato ubriaco nel locale senza maglietta e con un cacciavite stretto in pugno. Era fuori di sé, non è che fosse venuto per rubare o aggredire qualcuno – spiega – ma era del tutto imprevedibile visto lo stato di alterazione in cui si trovava. Ho chiamato il 112 ma mi hanno detto che non c’erano pattuglie disponibili. Alla fine – rivela – l’abbiamo buttato fuori noi del personale, ma ci siamo presi un bel rischio. Non è possibile lavorare in sicurezza in questo modo – spiega Arena – anche perché il costo dei buttafuori lo paghiamo noi. È chiaro che dove c’è assembramento cose del genere possono capitare, per questo servirebbe una pattuglia fissa sul vialone. Almeno negli orari più a rischio per la movida».


 

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