Il Tirreno

L’intervista

Meteo in Toscana, l’ondata calda spiegata da Piovon Troton: l’analisi dell’ingegnere di Massa che spopola sui social

di Barbara Antoni

	A destra Marco Matelli
A destra Marco Matelli

Ha iniziato a diffondere previsioni nel 2014 ed è diventato presto un punto di riferimento per migliaia di persone: «Il problema che stiamo attraversando in questo periodo è che le ondate di caldo durano di più e sono più intense. Quella attuale è la terza ondata molto intensa da inizio estate e prosegue da più di cinque giorni»

5 MINUTI DI LETTURA





MASSA. A volte le “spara grosse” – e lo fa in dialetto massese – per arrivare dritto ai suoi concittadini e metterli in guardia da eventi meteo che potrebbero rappresentare seri rischi per l’incolumità. In queste settimane a occupare la sua attività di meteorologo volontario, ma assolutamente scientifico, è l’osservazione dell’andamento del caldo, eccezionale, spiega, non tanto per le temperature che si stanno raggiungendo, ma per la durata e l’intensità delle ondate di calore. E se lo dice Piovon Troton, al secolo Marco Matelli, massese, ingegnere laureato a Pisa, esperto in informatica e statistica, di professione docente all’Alberghiero di Massa, c’è davvero da crederci. La sua è una voce autorevole, tanto da essersi guadagnato – in dodici anni di attività nelle previsioni – la fiducia di 23mila follower, cifra tonda raggiunta di recente. La spinta a svolgere questo servizio per la sua comunità, racconta, «arrivò nel 2014, quando la nostra zona fu colpita da devastanti alluvioni. All’epoca le allerte meteo erano solo di livello provinciale».

Ingegner Matelli, anzi, Piovon Troton. Da dove nasce questo appellativo con cui è diventato famosissimo?

«È ispirato a un personaggio di Massa che nel 2011 fece un video, divenuto virale, per lamentarsi degli allagamenti frequenti del sottopasso di via Marchetti a Massa. Nel video esclamava che nel sottopasso c’era acqua così melmosa che potevano essere allevate trote (piovon troton, in massese, significa “piovono trote” ndr), pesci che vivono in un’acqua non pulita. Quando aprii la pagina Facebook, lanciai un toto nome. E alla fine “vinse” l’esclamazione di quel signore».

In questi giorni avrà un bel daffare. Tutti le chiedono informazioni sul caldo. Ma è davvero eccezionale? E quando durerà ancora?

«Il caldo non si misura con la temperatura massima del giorno. Ad agosto 2025, ad esempio, ha toccato i 37 gradi, ma non credo che in questa ondata ci arriveremo. Piuttosto, il conto va fatto sulle decadi. Il problema che stiamo attraversando in questo periodo è che le ondate di caldo durano di più e sono più intense. Quella attuale è la terza ondata molto intensa da inizio estate e prosegue da più di cinque giorni. Ne abbiamo già avute a fine maggio, a giugno e a luglio. Per avere, a fine estate, una media di temperature stagionale, ad agosto dovrebbe nevicare (ride). Nel 2024 ci furono ondate per quaranta giorni in totale, nel 2025 molto meno. Adesso, dopo queste tre ondate intense, la temperatura magari rientra. A fine mese potremo fare la media storica».

Ora però è molto più che caldo.

«Nelle zone interne stiamo toccando dai 34 ai 36 gradi, sul mare qualche grado in meno, perché per ora rilascia un poco di fresco. Ma già negli ultimi giorni è salito di 2-3 gradi, quindi sarà anche l’umidità a dire la sua. C’è da dire che le temperature vengono misurate dai meteorologi sull’aria in quota: il mare ne risente meno, mentre nelle città si creano isole di calore. D’altra parte è aria che arriva dall’Africa, anche se sulla costa ha un effetto ritardato per via del mare, appunto».

Cosa possiamo aspettarci nei prossimi giorni?

«La prossima settimana dovremmo tornare a temperature accettabili: il cambio di circolazione da aria estremamente calda in quota ad aria meno calda potrebbe avvenire tra il 19 e il 20 luglio. Verso il 21 torneremo a temperature leggermente sopra la media, ma non sarà l’ondata di caldo infinita di adesso. Il mare, però, sarà più caldo: la calura si trasformerà in umidità».

A volte ha diramato degli alert di piogge intense e temporali e poi non si sono verificati. C’è stato un dibattito sui suoi canali social.

«Quegli alert “inutili” fanno parte del gioco. In quel momento la situazione meteo era tale da non escludere la tragedia. Bisogna accettare i piccoli insuccessi degli alert, ne ho mandati tanti, rischiandoli, Ma bisogna comprendere che un evento, anche se è improbabile, non è impossibile. È come quando ci si fanno le analisi del sangue. Ai valori possono comparire asterischi che indicano qualcosa che non va, ma non è detto che sia un problema letale».

Quali sistemi usa per le sue previsioni meteo?

«Il mago non svela il trucco. Dal punto di vista scientifico, sono onnivoro. Uso sistemi contrastanti, diversi modelli matematici di diverse scuole di pensiero. Incrociandoli, ottengo una visione più completa, è questa la mia forza».

Molti cittadini interessati alle previsioni meteo utilizzano le app. Sono attendibili?

«Le app non possono funzionare, i sistemi non possono funzionare per modelli in larga scala. L’app non batte la persona: il meteorologo locale non si può battere. È come il falegname artigiano che con la sua esperienza e professionalità batte l’Ikea. Il limite delle app è di avere un progetto che, ad esempio, non può prevedere il downburst (violenta colonna di aria e pioggia che precipita da un temporale e, all'impatto col suolo, si espande generando venti distruttivi ndr), che è il mio cavallo di battaglia».

Come Piovon Troton, le sono capitate situazioni curiose?

«Tante, ma non le ricordo tutte. La gente spesso mi saluta per strada: “Ciao, Piovon Troton!”. A volte vado al mare, dove non mi conoscono, e sento persone che parlano di meteo e dicono “lo ha detto Piovon Troton”. Mia cugina una volta, andata dal parrucchiere, mi disse che il salone era pieno di signore a farsi i capelli perché Piovon Troton aveva detto che non sarebbe piovuto».

Il meteo è diventato anche la sua missione. Sta facendo anche un tour, nell’ambito di iniziative pubbliche sul territorio, per parlarne direttamente ai cittadini.

«Il meteo per me è una grande passione. Adesso faccio incontri in presenza, nell’ambito di quello che ho battezzato “Troton Tour” perché parlare di persona è una modalità alternativa rispetto al social. In queste occasioni parlo molto anche dei cambiamenti climatici».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
L’intervista

Meteo in Toscana, l’ondata calda spiegata da Piovon Troton: l’analisi dell’ingegnere di Massa che spopola sui social

di Barbara Antoni
80 Vespa