«Avete una sigaretta?», poi i minuti di follia: maxi-rissa nella notte a Viareggio. Botte con caschi e bottiglie
I militari stanno vagliando le immagini delle telecamere di sorveglianza e raccogliendo le testimonianze per ricostruire l’accaduto e identificare anche gli altri aggressori
VIAREGGIO. «Avete mica una sigaretta? No? E noi la vogliamo lo stesso una sigaretta...». Sarebbe iniziata così la discussione sfociata poi in una violenta rissa a suon di colpi di casco e bottigliate sul viale Europa in Darsena, a Viareggio, nel tratto di strada davanti al noto locale Maki Maki. Tutto è avvenuto pochi minuti prima delle 4 del mattino di ieri, 14 luglio.
Il pestaggio
Una piccola comitiva di turisti fiorentini, sei giovani in tutto (di cui uno minorenne), è finita infatti nel mirino di un gruppo ben più numeroso di ragazzi residenti tra Viareggio, Massarosa e Torre del Lago. Anche loro giovanissimi, almeno due dei quali – già identificati dai carabinieri della Compagnia di Viareggio, che stanno proseguendo le indagini mirate a individuare anche gli altri responsabili del pestaggio – sono minorenni, mentre altri sarebbero appena maggiorenni. Il bilancio finale della maxi-rissa parla di tre ragazzi fiorentini che sono finiti in pronto soccorso per ricevere cure mediche, uno con il setto nasale rotto e altri due con contusioni e tagli al volto medicati con diversi punti di sutura dal personale sanitario dell’ospedale Versilia.
La ricostruzione
Secondo quanto è stato possibile ricostruire, i sei giovani fiorentini sono arrivati al Maki Maki per godersi la serata in sella alle proprie biciclette che hanno legato a uno dei paletti nell’area vicino agli ingressi degli stabilimenti balneari dall’altra parte del vialone prima di entrare all’interno del locale. Una volta conclusasi la serata, il gruppetto esce deciso a riprendere le bici e a tornarsene a casa (alloggiano tutti in città per trascorrere qui le vacanze). Ma in quel momento un paio di ragazzi si avvicinano al più piccolo dei sei fiorentini, che da poco ha compiuto 17 anni, e gli chiedono una sigaretta.
Il racconto
«Gli abbiamo risposto che non ce l’avevamo – racconta Gabriele, 21anni, fratello del 17enne e a sua volta tra i giovani aggrediti – ma hanno insistito, non volevano lasciarci in pace. E a loro si sono aggiunti man mano anche altri ragazzi». La discussione in pochi istanti si fa più accesa quando all’improvviso «un ragazzo dalla pelle scura ha iniziato a picchiare mio fratello: dal nulla gli ha tirato un pugno e tutti gli altri sono partiti a colpirci con i caschi dei motorini. Io mi sono subito gettato nella mischia per separarli dal mio fratellino ma nel mentre anche gli altri nostri amici sono stati aggrediti: in tutto alla fine ci erano addosso in una quindicina di ragazzi».
Uno degli amici della coppia di fratelli, anche lui di 21 anni, «è stato colpito da una serie di cazzotti in faccia che gli hanno rotto il setto nasale – racconta Gabriele – mentre un altro è stato colpito e buttato a terra, e quando era disteso è stato colpito da una serie di calci. Quando l’ho visto così massacrato ho cercato di fargli da scudo allontanando alcuni degli aggressori e in qualche modo ci sono riuscito perché gli ho permesso di cercare rifugio nel locale». Anche questo secondo ragazzo, maggiorenne, è dovuto poi ricorrere più tardi alle cure dei medici del pronto soccorso.
Ma la rissa sul vialone non finisce qui. «Avevano parecchie bottiglie con loro e a un certo punto hanno iniziato a tirarcele contro con violenza, una pioggia di vetro – prosegue il 21enne fiorentino – sul momento ho pensato di morire perché ci colpivano con tutto: un altro nostro amico è stato preso in faccia da una bottiglia che l’ha tagliato sul mento. A quel punto abbiamo provato a fuggire: un paio di noi si sono rifugiati dentro a un locale e lì hanno aspettato l’ambulanza e le forze dell’ordine, altri come mio fratello sono corsi via cercando di far perdere le tracce ai nostri aggressori che intanto gettavano le nostre biciclette all’interno del parcheggio del bagno Alhambra. Io e un altro mio amico invece siamo riusciti a prendere le bici e a fuggire, ma alcune ragazze che erano con il gruppo che ci ha aggredito hanno iniziato a inseguirci in scooter: volevano che cancellassi i video che avevo girato con il cellulare e che riprendevano quanto era accaduto – racconta Gabriele – siamo riusciti a liberarcene vicino allo stadio, dove abbiamo parlato anche con i carabinieri che nel frattempo erano arrivati».
I rilievi dei carabinieri
Dai primi rilievi effettuati dai carabinieri di Viareggio, i due giovani da cui sarebbe partita l’aggressione – per futili motivi – sono 17enni residenti a Viareggio e a Massarosa: i carabinieri li hanno portati in caserma, li hanno identificati e poi affidati alle famiglie. I militari stanno ora vagliando le immagini delle telecamere di sorveglianza e raccogliendo le testimonianze per ricostruire l’accaduto e identificare anche gli altri aggressori. Per tutti gli aggressori (una volta individuati) probabilmente scatteranno una serie di denunce per lesioni aggravate.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
