Camaiore, il bagno Roma è la nuova sfida della famiglia Pagni: «Un sogno che si realizza»
Si amplia l’attività imprenditoriale del Vàgero. Ottanta ombrelloni più quattro tende ma niente ristorazione: «Non riteniamo vantaggioso puntarci»
CAMAIORE. Ci vuole una lucida follia quando si affronta una nuova avventura imprenditoriale. Soprattutto se riguarda gli stabilimenti balneari, soggetti alla tempesta della direttiva Bolkestein. Ma per la famiglia Pagni, che vanta anni di esperienza nel turismo con il Vàgero viaggi, «certe volte i sogni sono così. Pazzie che vuoi realizzare» dice Alessio Pagni, conosciutissimo imprenditore viareggino che da quest’estate - assieme alla moglie Serena Ghilardi, al figlio Leonardo e al fratello Michele - si lancia nella sfida del bagno Roma a Lido di Camaiore.
«Da anni cercavamo uno stabilimento da gestire a livello assolutamente familiare - spiega Alessio Pagni – Diciamo con tre persone alla guida. E oggi l’investimento alla base è diventato più accessibile, per tutte le vicende che conosciamo relativamente alla Bolkestein. La nostra idea era di trovare un bagno che avesse fatto il cosiddetto "atto formale" (procedura di rinnovo della concessione dietro garanzia di investimenti, ndr), in modo da avere un orizzonte temporale più ampio per la scadenza della concessione».
Ed ecco il bagno Roma, che in effetti aveva ottenuto una nuova concessione fino al 2040. «Qui abbiamo deciso di mettere impegno e cuore. Abbiamo passione per questo lavoro e conoscenza del settore turistico, che ci arriva da anni di esperienza. Il nostro obiettivo è portare questa struttura al livello e ai fasti che le compete - prosegue Pagni - Così come previsto dal piano di investimenti abbiamo ammodernato lo stabilimento: ombrelloni, sdraio e spazi da vivere, tra cui i servizi igienici. Uno dei punti di forza dello stabilimento sarà la distanza tra gli ombrelloni, circa sei metri. Abbiamo previsto ottanta punti ombra, più quattro tende. E ventuno cabine, tutte con doccia».
Le caratteristiche del bagno Roma saranno quelle di una struttura a dimensione familiare, sia nella gestione che nella clientela. Ma senza attività di bar e ristorante. «I nostri ospiti - si aggiunge - potranno portarsi il cibo da casa e utilizzare aree "free snack" dove mangiare. Ci saranno macchinette per poter prendere qualcosa sul posto. La nostra scelta è dovuta al fatto che noi non siamo ristoratori, e non riteniamo che ci siano i margini economici per un’attività del genere. Tra l’altro abbiamo a due passi da noi un locale (il Sirena, ndr) che ha esperienza e professionalità da vendere: sarebbe poco lungimirante mettersi in concorrenza».
Il bagno Roma punterà su un cartellone di eventi enogastronomici e ricreativi, «che valorizzino il territorio e aggiungano qualità alla nostra offerta - continua Pagni - Il nostro è un progetto completamente turistico, com’è nel nostro Dna. Ci saranno anche escursioni collegate logisticamente al bagno, per esempio nelle isole. Sono queste le caratteristiche richieste dall’applicazione della Bolkestein: valorizzazione del territorio e della spiaggia, con un margine di crescita che si realizzi entro i 14 anni della concessione». Nel progetto verranno inclusi anche un fondo commerciale e una casa vacanze, non ancora operativi ma facenti parte della concessione. Secondo i Pagni «la sfida che abbiamo di fronte è mantenere la tradizione turistica versiliese, offrendo servizi suppletivi che possano arricchire l’esperienza della clientela. Gli eventi, culturali o sportivi, sono di certo una parte di questa offerta, ma da parte nostra non c’è l’intenzione di creare un beach club. Ci deve essere la necessaria cura, che renda lo stabilimento un’oasi di relax con servizi di qualità. Un progetto, insomma, di business ma con l’anima. Come abbiamo sempre cercato di fare nei nostri 30 anni e più di esperienza professionale».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
