Cecina, la fuga in mare con 25 milioni di cocaina: è ancora caccia ai due corrieri – Video
Dopo il sequestro sul gommone si cercano i due fuggiti in pineta. Su cosa s’indaga
CECINA. Prima la fuga via mare, trasportando 300 chili di cocaina a bordo di un gommone appartenente a una società di noleggio. Poi, con la guardia costiera alle calcagna, l’abbandono sia della refurtiva che del gommone e la corsa sulla sabbia fino a far perdere le proprie tracce zigzagando tra i pini.
È da qui, dalla spiaggia al Tombolo, che è cominciata la caccia all’uomo per individuare le due persone che trasportavano fiumi di cocaina di fronte al porto di Cecina. Loro e anche chi li aspettava a terra, con un furgone o un’auto, per il successivo spostamento di una quantità di droga il cui valore oscilla tra i 24 e i 29 milioni di euro. Ma andiamo con ordine.
L’inseguimento
È venerdì mattina quando, in pieno giorno, la capitaneria di porto dell’ufficio locale marittimo di Cecina intercetta un gommone nelle acque antistanti al porto, a non troppa distanza dalla riva. Quando la motovedetta si avvicina chi conduce la piccola imbarcazione fugge e, inseguito dalla guardia costiera, decide di “parcheggiare” sulla battigia del Tombolo e fuggire a piedi in pineta lasciando sul gommone quello che poi trovano i militari: cioè oltre 300 chili di cocaina suddivisi in 288 panetti coperti da alcuni teli. A comunicare l’esatto ammontare della sostanza sequestrata è la capitaneria di porto di Livorno laddove in un primo momento si era parlato di 600 chili.
Caccia agli uomini
Recuperata la droga, il gommone viene trainato in porto con la preziosa collaborazione del personale dello scalo e dei curatori giudiziali. E qui entrano in azione anche i carabinieri della Compagnia di Cecina e i militari della locale guardia di finanza, che procedono nelle indagini sotto il coordinamento del sostituto procuratore Niccolò Volpe, titolare dell’inchiesta aperta in procura a Livorno. Si sa che sul gommone c’erano due persone. E, vista la grande quantità di droga che trasportavano, è logico pensare che ci fosse almeno una terza persona che aspettava a terra i due uomini con un veicolo pronto per essere messo in moto su cui caricare le centinaia di panetti di cocaina.
Il gommone
Le indagini, su cui c’è il massimo riserbo da parte degli investigatori, sono partite dal gommone, che è risultato essere a noleggio in uno dei centri dedicati presenti in zona. È difficile pensare che l’eventuale pratica di noleggio sia immediatamente riconducibile ai malviventi, ma gli investigatori stanno indagando da qui, seguendo a ritroso il percorso fatto dall’imbarcazione. Questo perché si tratta anche di capire da dove i due abbiano preso la cocaina che stavano trasportando via mare. E la speranza è che le telecamere di videosorveglianza presenti nella zona portuale di Cecina, i cui video sono già stati acquisiti, possano fornire elementi utili all’individuazione dei due corrieri e dei loro eventuali complici.
La refurtiva
Si sa anche – l’ha comunicato la guardia costiera – che sono stati sequestrati strumenti da sub e oltre 300 chili di cocaina. Il valore della povere bianca varia a seconda che sia pura o già tagliata e, come si legge sul sito del ministero dell’Interno, «sul mercato dello spaccio costa tra gli 80 e i 98 euro al grammo». Tre chili di sostanza, dunque, possono arrivare a costare tra i 24 e i 29 milioni di euro circa. Vista l’elevata quantità di droga sequestrata, d’altra parte, è difficile pensare che fosse interamente destinata al traffico locale. Chi stava cercando di introdurre la sostanza, cioè, lo stava facendo per destinare la coca anche a mercati più vasti: a quello regionale in primis e per andare anche oltre.
La scelta del luogo
Resta inoltre da capire perché un’operazione del genere sia stata messa in atto in pieno giorno e per quale motivo sino stati scelti la rotta cecinese con e quel determinato modus operandi. Perché se è vero che il porto di Livorno è da sempre porta di ingresso di droga spesso nascosta tra i prodotti trasportati con i container, è anche vero che lungo la costa della provincia operazioni del genere sono molto più rare.
Le indagini di carabinieri e guardia di finanza, dunque, vanno avanti. E il prefetto di Livorno Gianfranco Dionisi parla del raggiungimento di un risultato di straordinaria rilevanza nella lotta al traffico internazionale di sostanze stupefacenti».
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