Versilia, a rischio le piscine di oltre 50 stabilimenti balneari: la nuova norma e cosa sta succedendo
Lo scarico dell’acqua salata nelle fognature è finito sotto la lente di enti e gestori, aprendo un confronto serrato che coinvolge decine di concessioni tra Marina di Pietrasanta e l’intera costa versiliese. Tra timori per danni alle condutture, verifiche sui parametri e ipotesi di riempire le vasche con acqua di pozzo, la stagione estiva rischia di cambiare volto per molti bagni
PIETRASANTA. A rischio le piscine, con acqua di mare, degli stabilimenti balneari. Il motivo? Lo scarico dell’acqua salata, una volta finito nella rete fognaria rappresenterebbe infatti una potenziale problematica sia per le condutture che per la successiva depurazione.
Il confronto con i concessionari versiliesi
Da qui un confronto serrato in corso con i concessionari versiliesi, perché la questione coinvolge molti stabilimenti da Forte dei Marmi a Viareggio, pronti a fare valere le proprie ragioni di fronte ad Arpat, Capitaneria e Gaia. Questione aperta, si diceva, che però vede sia Gaia che i balneari poco propensi, in questa fase a entrare nel merito.
La posizione del Consorzio Mare Versilia
«Ci stiamo confrontando per vedere di arrivare a una soluzione – il pensiero di Massimo Francesconi, presidente del Consorzio Mare Versilia –. Il nodo è lo scarico nella rete fognaria dell’acqua di mare perché questa andrebbe ad alterare i valori di riferimento (e potenzialmente a danneggiare le condutture, ndr). Un fatto è certo: la questione solo a Marina di Pietrasanta coinvolge oltre 50 stabilimenti (le concessioni sono 107) e quindi se non sarà individuata appunto una soluzione, dovremo completamente rivedere il riempimento delle nostre piscine. E anche questo non sarebbe un problema da poco. Ad ogni modo, come da premessa, attendiamo fiduciosi che dal confronto in corso, in particolare con Gaia, si arrivi a una via di uscita condivisa».
Il silenzio di Gaia
Il Tirreno, sull’argomento, ha provato a contattare proprio Gaia per entrare nel merito di una misura che fa discutere e divide, ma dall’azienda, non è dato sapere perché, preferiscono non commentare.
Le preoccupazioni dei concessionari
«I clienti degli stabilimenti – il pensiero di un concessionario – privilegiano da sempre farsi un tuffo in una piscina con acqua di mare e non in una piscina con acqua di pozzo: è un servizio che accomuna da anni quasi tutti i bagni della Versilia e che non ha mai rappresentato un problema, al momento dello svuotamento delle stesse piscine. Quest’anno è invece stata sollevata la questione, perché, normativa alla mano, l’acqua di mare che finisce nella rete fognaria può, ci dicono, creare problematiche di vario genere. Da qui la necessità di eseguire, preventivamente, una serie di esami sempre sull’acqua marina per accertare il rispetto dei parametri. Se non si troverà un’intesa non resterà che dare un taglio netto anche a questa tradizione e riempire le piscine con acqua di pozzo. Con importanti consumi conseguenti. Visto lo scenario complessivo, che ci vede già in palese difficoltà per l’avvicinarsi delle aste delle spiagge avremmo evitato volentieri questa ennesima problematica. Comunque il discorso è aperto e speriamo di trovare, già nei prossimi giorni, una soluzione».
