Il Tirreno

Versilia

Dal litorale

Stabilimenti balneari in Versilia, la paura delle aste fa vendere? Il caso di Pietrasanta e il boom di richieste (di grandi gruppi) – Cosa succede

di Luca Basile
Uno scorcio del litorale
Uno scorcio del litorale

Per il sindaco Alberto Giovannetti, intanto, la trattativa di Dimitri Kunz, compagno del ministro Santanchè, conferma il grande appeal del territorio

3 MINUTI DI LETTURA





PIETRASANTA. «I balneari, in questo momento, più che dalle aste sono preoccupati se non vendono». Parole del sindaco Alberto Giovannetti all’indomani della notizia della trattativa che vede l’imprenditore Dimitri Kunz, compagno della ministra del Turismo Daniela Santanchè, vicino all’acquisto dei bagni Felice e Genzianella a Fiumetto.

Il sindaco

«Conosco, ovviamente Dimitri e il ministro Santanchè e sapevo della volontà dell’imprenditore di investire nella nostra zona, ma non conoscevo i dettagli dell’operazione. Leggo che la trattativa è a buon punto, saranno quindi soddisfatte tutte le parti in causa – il Bagno Felice è di proprietà di Mario Mallegni, babbo di Massimo già sindaco di Pietrasanta ed ex senatore –. Detto questo, riscontro – prosegue Giovannetti – un grande interesse per il nostro litorale. Se è a rischio il futuro delle famiglie di balneari e di un certo modo di fare turismo in Versilia a tutto vantaggio di mega-investitori? Spero di no e nel limite delle nostre possibilità cercheremo in sede di aste, di tutelare in qualche modo la nostra categoria dei balneari. Che tanto ha dato al turismo versiliese, ma che ha anche ricevuto, nel contesto. Detto questo noi non possiamo solo pensare a chi vende e a chi compra, ma anche a chi va in spiaggia: per questo motivo auspico un equilibrio fra offerta e domanda. Ben vengano quindi gli stabilimenti esclusivi, ma dovranno esserci anche quelli adatti a ogni portafoglio e ovviamente le spiagge libere – dove però Pietrasanta di certo non brilla per estensione, ndr – . Nel frattempo, proprio in vista delle gare, apriremo un ufficio ad hoc per la gestione di tutte le procedure».

La scadenza delle gare

In scia alla massiccia ondata di investitori interessati alle concessioni, un balneare ieri mattina – 13 marzo – ci confidava «che molti fra i miei colleghi sono pronti ad ascoltare anche proposte al ribasso pur di vendere il bagno prima della scadenza delle gare. Personalmente ho rifiutato due offerte veramente imbarazzanti, perché preferisco cadere in piedi, con le aste, che farmi portare via lo stabilimento a due soldi dopo una vita di sacrifici. Un grazie a tutti coloro che dicevano che con le aste il mare sarebbe stato per tutti: al contrario, rischia di diventare per pochi».

L’associazione

Lapidaria l’associazione Mare Libero. «Continuare a evocare la paura dei grandi gruppi per bloccare le evidenze pubbliche non risolve il problema. Semmai lo rende meno governabile. La vera domanda è: vogliamo regole chiare e trasparenti su un bene pubblico come le spiagge, oppure lasciare che il mercato si organizzi da solo senza che la comunità ne tragga un vantaggio?».

Punto di domanda più che mai di attualità lungo un litorale che, negli ultimi anni, ha visto investire, giusto per citarne alcune, le famiglie Barilla, Berlusconi, Del Vecchio e Bocelli.

Primo piano
La storia

Livorno, nasce a 16 giorni dalla morte del padre nell'incidente sul lavoro. Olimpia, la speranza dopo il grande dolore

di Martina Trivigno
Speciale Scuola 2030