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Viareggio, Beppe e Blanco non siete soli: 18mila euro raccolti per il clochard rimasto senza tenda – «E non finisce qui»

di Gabriele Buffoni

	Beppe con il suo cane Blanco
Beppe con il suo cane Blanco

Giuseppe è un ragazzo di trent’anni che, fino a circa un anno fa, viveva con la madre nella zona di Capezzano. Dopo aver perso il padre prematuramente però le cose precipitano, e la madre a un certo punto se ne va lasciandolo solo e senza niente con cui mantenersi. Pochi giorni fa la Municipale ha rimosso la sua tenda

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Oltre 18mila euro raccolti in pochi giorni. La maggior parte negli ultimi tre, ovvero da quando la storia di Giuseppe (conosciuto da tutti come Beppe in città) e del suo cane Blanco ha fatto breccia nel cuore e nelle coscienze di molti viareggini. E non solo. «Siamo stati contattati anche dal nord Italia, da regioni come il Trentino, ma anche dall’estero, ad esempio dal Portogallo e dal Regno Unito» racconta Marco Atzori, tra i promotori dell’iniziativa benefica che ha come scopo «quello di acquistare un terreno e metterci un camper o una casetta prefabbricata per dare a Beppe e a Blanco una sistemazione dignitosa dopo che, per la seconda volta nel giro di un anno, hanno perso tutto».

La storia di Beppe e Blanco

Ma facciamo un passo indietro. Giuseppe è un ragazzo di trent’anni che, fino a circa un anno fa, viveva con la madre nella zona di Capezzano. Dopo aver perso il padre prematuramente però le cose precipitano, e la madre a un certo punto se ne va lasciandolo solo e senza niente con cui mantenersi: solo debiti da saldare, l’affitto, le bollette. Costi insostenibili, anche perché Beppe non vuole lasciare Blanco, il suo unico amico, un cane di razza Amstaff che non l’ha mai lasciato solo e a cui il 30enne è particolarmente legato.

Undici mesi per strada

Così undici mesi fa circa il giovane e Blanco iniziano a vivere per strada: prima a Genova, poi a Pisa, infine tornando a Viareggio piazzandosi nei pressi della parrocchia di Santa Rita. Ma da lì, mal visto dai residenti, viene cacciato e trova così una sistemazione di fortuna nella pineta di Levante, in zona Campo d’Aviazione. «Era qui ormai da 4-5 mesi – racconta Atzori – abbiamo imparato a conoscerlo tutti, non dava fastidio a nessuno e a nostro modo un po’ tutti nel quartiere cercavano di aiutarlo dandogli qualcosa da mangiare o aiutandolo con l’elemosina. Beppe è un ragazzo buono come il pane – prosegue – un giorno si era piazzato vicino al supermercato Conad per chiedere qualche spicciolo e a una signora anziana, inavvertitamente, sono caduti a terra dieci euro: avrebbe potuto prenderli, gli avrebbero fatto comodo, invece li ha raccolti, è corso dietro all’anziana e glieli ha restituiti. E il suo rapporto con Blanco è splendido: quel cane gli ha salvato la vita – spiega – quando nelle notti fredde non aveva che lui a cui stringersi per dormire e avere un po’ di calore. Sono inseparabili».

La tenda rimossa dalla municipale

La sua tenda, sistemata nella boscaglia e nascosta alla vista dalla strada, è stata però rimossa la settimana scorsa dalla polizia municipale di Viareggio che è intervenuta «per questioni di decoro urbano – spiega Atzori – un atto veramente vergognoso, non tanto per chi l’ha eseguito perché stava facendo il suo lavoro, ma per chi l’ha pensato e ordinato». Per la seconda volta, quindi, Beppe e Blanco si sono trovati senza casa. Ma stavolta non sono rimasti nell’indifferenza.

La mobilitazione del quartiere e la raccolta fondi

«Come quartiere ci siamo subito mobilitati per aiutarlo – spiega Marco Atzori – e abbiamo lanciato sui social un appello per sollecitare la città a non restare con le mani in mano. Devo ammettere che non mi aspettavo una simile risposta – commenta – soprattutto con la raccolta fondi online su Gofundme abbiamo superato ogni aspettativa: ci siamo posti come obiettivo 20mila euro, e ormai siamo vicini».

L’ospitalità dell’hotel Bella Riviera

Inizialmente ospitato da alcuni residenti nel quartiere, per dargli un letto dove dormire si è fatta avanti la famiglia Becagli, titolare dell’hotel Bella Riviera. «È qui da noi da due giorni – spiega Andrea Becagli – e potrà rimanerci fin quando la situazione non si stabilizzerà. Appena io e la mia famiglia siamo venuti a conoscenza della sua storia ci siamo fatti avanti – racconta – non certo per farci pubblicità, ma perché avevamo l’opportunità di risolvere quello che per lui era diventato un problema davvero importante. E ne siamo felici».

Il progetto per una nuova vita

L’obiettivo di dare a Beppe e Blanco una nuova vita grazie ai fondi raccolti online sembra ormai prossimo. «Abbiamo già individuato un campo al Terminetto – spiega Atzori – che costerebbe intorno agli 8mila euro. Dopodiché compreremo un camper o una casetta prefabbricata, e intanto stiamo portando avanti le pratiche per la residenza. Poi, con calma, penseremo ad aiutarlo anche a trovare un lavoro: in molti si sono già offerti per dargli un impiego come giardiniere, muratore o magazziniere, ma lo psicologo ci ha consigliato di procedere per gradi per farlo abituare a questo cambiamento che, per quanto positivo, deve essere graduale».

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