Il Tirreno

Toscana

L’operazione

«Salve...» e poi iniziava l’inferno e sparivano i soldi: scoperta la banda dei venditori che ha “spolpato” 55 anziani in Toscana

di Redazione web

	I venditori in azione (Foto: Guardia di finanza)
I venditori in azione (Foto: Guardia di finanza)

Persone sole, fragili, spesso ultrasessantenni, convinte con l’inganno a sottoscrivere finanziamenti dal costo insostenibile: tutto iniziava con una persona che bussava alla porta di casa

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Una rete criminale radicata in Veneto ma attiva in tutta Italia ha messo in piedi un sistema di raggiri che ha coinvolto più di 1.200 anziani, molti dei quali residenti in Toscana. Persone sole, fragili, spesso ultrasessantenni, convinte con l’inganno a sottoscrivere finanziamenti dal costo insostenibile. L’operazione della guardia di finanza di Padova – nella mattina di martedì 20 gennaio – ha portato a tre arresti, cinque misure cautelari e al sequestro preventivo di beni per un valore complessivo di 2,5 milioni di euro: immobili, auto di lusso, conti correnti, gioielli, orologi e accessori di alta moda.

Il metodo

Il gruppo utilizzava elenchi di nominativi per selezionare le potenziali vittime. Gli agenti di vendita si presentavano direttamente nelle abitazioni proponendo prodotti per la casa – dai ferri da stiro ai set di pentole, dai materassi alle poltrone reclinabili fino ai dispositivi elettromedicali – descritti come articoli di qualità superiore. In realtà venivano imposti a prezzi gonfiati, con ricarichi che in alcuni casi raggiungevano l’800%. Chi provava a rifiutare veniva sottoposto a pressioni continue: i venditori finge­vano di parlare con inesistenti responsabili aziendali, richiamavano contratti precedenti o minacciavano conseguenze economiche, inducendo così le vittime a firmare nuovi ordini o a rimodulare finanziamenti già attivi, aumentando importi e durata delle rate.

Un tenore di vita sfarzoso finanziato dalle frodi

Le indagini hanno permesso di ricostruire anche il lusso in cui vivevano i membri dell’organizzazione: vacanze in mete esclusive, cene in ristoranti di fascia alta, acquisti nelle boutique più prestigiose e un parco auto che comprendeva Ferrari, Lamborghini, Bentley e Porsche. Un contrasto evidente con la fragilità delle persone raggirate.

Toscana tra le regioni più colpite

Il fenomeno non si è limitato alla Toscana, ma la regione risulta tra le più coinvolte, con casi registrati nelle province di Arezzo (9 casi), Firenze (21), Grosseto (14), Lucca (7), Prato (3) e Siena (1) per un totale di 55 vittime. Vittime sono state individuate anche in molte altre aree del Paese, da Alessandria a Milano, Torino, Ancona e numerose altre città.

Perquisizioni e indagini ancora in corso

Oltre ai sequestri, la Guardia di Finanza ha effettuato perquisizioni nella sede della società coinvolta e nelle abitazioni dei membri del gruppo, con l’obiettivo di bloccare l’intera rete e recuperare quanto più possibile dei proventi illeciti. Le Fiamme Gialle stanno ora lavorando per individuare ulteriori vittime e verificare eventuali ramificazioni dell’organizzazione. Un’inchiesta che conferma, ancora una volta, quanto i raggiri porta a porta rappresentino una minaccia concreta per gli anziani, spesso soli e più vulnerabili alle manipolazioni.

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