Il Tirreno

Versilia

L’intossicazione

Viareggio, allarme monossido: uomo avvelenato dai fumi della stufa del vicino

di Gabriele Buffoni
Viareggio, allarme monossido: uomo avvelenato dai fumi della stufa del vicino

Il 45enne è ricoverato all’ospedale Versilia in terapia sub-intensiva. I controlli effettuati al panificio di Camaiore dove si era recato lunedì notte prima di rientrare hanno dato esito negativo

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VIAREGGIO. Sta meglio l’operaio di 45 anni originario del Ghana e residente a Viareggio che nella mattinata del 6 gennaio è rimasto intossicato con monossido di carbonio. Trasportato d’urgenza all’ospedale Versilia, è stato poi spedito a Cisanello per un trattamento immediato nella camera iperbarica in dotazione all’ospedale pisano prima di rientrare, nel tardo pomeriggio di martedì, al presidio di Lido di Camaiore ed essere ricoverato nella terapia sub-intensiva del Pronto soccorso versiliese. Con lui erano stati posti sotto controllo anche i suoi quattro coinquilini, due con valori di monossido di carbonio normali e altri due con livelli più alti (ma comunque meno preoccupanti rispetto al 45enne).

La stufa dei vicini

A provocare l’intossicazione generale degli occupanti dell’appartamento, secondo quella che oggi è l’ipotesi più accreditata elaborata dai vigili del fuoco, sarebbe stato lo scarico della stufa adoperata da uno dei vicini di casa dei cinque uomini: una spiegazione che giustificherebbe proprio la presenza generalizzata (per quanto a livelli differenti) del monossido di carbonio nei cinque coinquilini. D’altro canto i rilievi effettuati dagli stessi vigili del fuoco hanno escluso ogni altra ipotesi plausibile: nell’appartamento dei cinque uomini non era stata rilevata alcuna perdita di monossido di carbonio e anche i controlli effettuati nel panificio di Camaiore dove aveva lavorato il 45enne risultato più grave degli altri hanno dato esito negativo. Tra l’altro, il 45enne non lavorava più lì da mesi, ma si era recato al panificio lunedì in tarda serata per parlare con il fornaio per un suo futuro rientro lavorativo.

Il racconto

«L’ho visto lunedì sera intorno alle 23 ed è rimasto con me poco più di due ore – racconta il fornaio del panificio – quando l’ho sentito ero felicissimo, ormai dopo aver lavorato fianco a fianco per un anno intero siamo diventati amici anche perché è un brav’uomo, e un grande lavoratore. Aveva smesso con noi lo scorso settembre, quando era tornato in Ghana dove ha la sua famiglia e i suoi quattro figli. Ma ora, essendo rientrato in Italia, mi aveva ricontattato per tornare a lavorare da noi. Ne avevamo parlato negli ultimi giorni anche con il titolare e lunedì sera era venuto per fare una chiacchierata e parlare proprio di questo». Improbabile quindi che l’intossicazione fosse legata alla sua breve visita al panificio. «I vigili del fuoco sono comunque venuti a fare un controllo – racconta il fornaio – ma era tutto a posto e non c’era alcun tipo di perdita». Con il 45enne ghanese il fornaio si è sentito solo martedì sera. «Avevo provato a chiamarlo prima, ma non aveva con sé il cellulare perché era a Cisanello nella camera iperbarica – racconta – così ci siamo risentiti dopo che aveva terminato i trattamenti ed era più tranquillo nel letto in ospedale. Stava meglio, fortunatamente si è ripreso e i medici hanno agito tempestivamente nel capire di cosa si trattava. Le cause? Da quanto gli hanno detto i vigili del fuoco – conclude il fornaio – l’ipotesi più accreditata a questo punto è che derivi dallo scarico della stufa di un vicino di casa, probabilmente posta nelle vicinanze della stanza dove dormiva lui. Di certo né lui né i suoi coinquilini potevano accorgersi di niente».

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