Versilia, muore a 38 anni. La moglie: «Spero che il mio amore arrivi fino a dove sei adesso»
Dopo aver lavorato per molti anni in Germania, dalla primavera scorsa, insieme alla moglie Denise, era tornato a vivere nella “sua” Ripa
PIETRASANTA. Una vita intensa, generosa per amore, passioni, viaggi e curiosità, quella di Francesco Bianchi. Ma una vita troppo breve perché Francesco è morto due giorni fa, a soli 38 anni, sconfitto da uno di quei mali subdoli e terribili contro i quali puoi solo provare a combattere.
Le nozze
E Francesco Bianchi ha combattuto, non si è mai arreso, è andato oltre gli ostacoli, ha respirato la voglia di vivere fino a quando ha potuto. E anche quando non poteva. Sempre con a fianco la sua Denise Baldacci, la moglie, la ragazza conosciuta quando erano poco più che adolescenti. Si erano sposati due anni fa nella consapevolezza che il male sarebbe stato sempre e comunque un terribile compagno di viaggio. Ma erano andati oltre. Giustamente e con forza.
Francesco, pietrasantino di nascita e nell’animo, da qualche anno viveva con Denise in Germania, a Berlino: il lavoro di entrambi – come assistenti clienti alla Lego – era stata la tappa conclusiva di un percorso professionale che lo aveva portato prima ad Amburgo, lavorando anche per l’Hard Rock Cafè. Poi l’approdo in terra berlinese, anche se sullo fondo rimanevano sempre le istantanee della città di nascita: fra i ricordi la doppia partecipazione, come cantante per la contrada il Pollino e sempre in coppia con Denise, alla Canzonetta. Risate, balli, la voglia di non prendersi troppo sul serio, di condividere.
I messaggi
«Francesco era una persona mite. Generosa. Curiosa» il ricordo dei tanti che gli volevano e continueranno a volergli bene. Ma Francesco Bianchi era anche molto altro. La passione per i videogiochi, per i tatuaggi, quella per i gatti, la coltivazione dei funghi, le creazioni digitali. E la pagina Instagram dove raccontare il suo viaggio tormentato e speranzoso al tempo stesso nella malattia: Francesco Bianchi, in questi anni, non si è mai fermato, non ha fatto un passo di lato. Ha continuato a vivere. Con forza.
Il ritorno a casa
Nella scorsa primavera Francesco e Denise avevano però deciso di tornare a casa, nella loro Versilia, a Ripa: la necessità di riavvicinarsi ai propri affetti, a mamma Angela, a babbo Diego ai fratelli Luca e Lorenzo, la necessità di portare avanti alcune terapie contro la malattia.
«A morsi e con le unghie, ci siamo strappati delle belle cose in questi tre anni, nonostante tutto. Spero che tutto questo amore tu l’abbia sentito e che arrivi fino a dove sei ora», le parole scritte da Denise sul proprio profilo Facebook.
L’ultimo saluto
Sarà possibile salutare ancora una volta Francesco Bianchi fino alle 19 di questo pomeriggio, 9 gennaio: la salma si trova presso la Casa funeraria della Piramide, nei pressi dell’ospedale Versilia a Lido di Camaiore. Il feretro poi proseguirà per il cimitero di Mirteto dove avrà luogo la cremazione.
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