Terremoto Nazionale, trema l’Italia del calcio: Pirlo non sarà il ct, Leonardo e Maldini verso le dimissioni – Cosa sta succedendo
La retromarcia su Pirlo ha aperto una frattura senza precedenti ai vertici della Federcalcio: lo stop imposto da Malagò alla sua nomina ha innescato un effetto domino che mette in discussione l’intera struttura tecnica, con Maldini e Leonardo pronti a lasciare e un Consiglio federale che rischia di trasformarsi in una resa dei conti
Andrea Pirlo ha messo la parola fine alla sua candidatura: non sarà il prossimo commissario tecnico della Nazionale. Lo ha comunicato lui stesso, prima con un lungo post e poi con una story su Instagram, spiegando di aver «appreso di non essere più il candidato alla panchina dell’Italia». Una presa d’atto che arriva dopo ore di tensione crescente dentro la Federcalcio, dove la posizione del presidente Giovanni Malagò è diventata sempre più netta.
La decisione di Malagò e il nodo Fonbet
Il presidente federale ha scelto di fermare la nomina di Pirlo, giudicando troppo problematici i suoi legami commerciali con Fonbet, piattaforma di scommesse attiva anche in Russia. Pirlo ha provato a ridimensionare la questione, definendo la partnership «esclusivamente commerciale e sportiva», ma la sua giustificazione – che collegava l’accordo al «percorso negli Emirati Arabi» – è stata smentita dallo United FC Dubai, la squadra che allena: nessun legame tra club, Fonbet o il suo proprietario. La vicenda si è intrecciata con altri elementi che hanno pesato sul giudizio di Malagò: le perplessità sulla reale adeguatezza di Pirlo per un incarico così delicato, l’incompatibilità legata al figlio procuratore non ancora iscritto all’albo, e il contesto generale di una Nazionale che arriva da tre mancate qualificazioni ai Mondiali.
Maldini e Leonardo pronti a lasciare
Lo stop a Pirlo ha aperto una frattura profonda con il direttore tecnico Paolo Maldini e l’advisor Leonardo, principali sostenitori della sua candidatura. I due, contrari alla retromarcia del presidente, stanno valutando le dimissioni: un’ipotesi che, se concretizzata, provocherebbe un terremoto istituzionale a meno di un mese dall’insediamento della nuova governance. Malagò incontrerà Maldini e Leonardo nel tardo pomeriggio di lunedì 27 luglio, intorno alle 18. Ma non è escluso che novità possano emergere prima, vista la tensione crescente.
Mancini torna in cima alla lista
Con Pirlo fuori dai giochi, il nome che torna prepotentemente sul tavolo è quello di Roberto Mancini. L’ex commissario tecnico resta la prima opzione del presidente federale, anche se la sua eventuale nomina richiederebbe un accordo con Maldini e Leonardo: accordo che, allo stato attuale, appare tutt’altro che scontato.
Il Consiglio federale del 28 luglio: da giornata decisiva a giornata imprevedibile
Martedì 28 luglio si riunirà il Consiglio federale, che nelle intenzioni iniziali avrebbe dovuto sancire l’annuncio del nuovo CT. Ora, invece, tutto è in discussione: la scelta del selezionatore è congelata; la posizione di Maldini e Leonardo è in bilico; la Federcalcio potrebbe ritrovarsi a dover nominare anche un nuovo direttore tecnico.
Chi al posto di Maldini? Le ipotesi
Se il duo dovesse davvero lasciare, la FIGC dovrebbe ricostruire la propria struttura tecnica. Le prime ipotesi portano a due profili molto diversi:
- Giorgio Chiellini, simbolo della Nazionale e figura di riferimento per credibilità e leadership;
- Claudio Ranieri, che dopo l’ultima esperienza alla Roma rappresenterebbe una soluzione di esperienza e equilibrio.
Uno scenario sempre più teso
La crisi scoppiata attorno alla candidatura Pirlo rischia di diventare il primo grande scossone della nuova governance federale. In un momento storico già complicato per il calcio italiano, la prospettiva di un rimpasto immediato aggiunge incertezza a un percorso che avrebbe dovuto segnare un rilancio.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
