Riforma Porti, Uiltrasporti: “No alla SpA, serve un ente pubblico”
Al termine delle audizioni alla commissione trasporti della Camera, l’organizzazione sindacale esprime la sua contrarietà rispetto alla nascita del soggetto che si trova al centro del disegno di legge
Il confronto delle parti sociali all’interno della commissione trasporti competente della Camera dei Deputati si è concluso, ma il dibattito sul disegno di legge proposto dal Governo per andare ad una riforma del sistema portuale italiano non cessa. E a far sentire la sua voce, forte e chiara, è la Uiltrasporti, che esprime la sua assoluta contrarietà rispetto all’istituzione della Porti d’Italia spa.
“Non possiamo in alcun modo condividere una riforma che non dà garanzie per i lavoratori e per la salvaguardia del contratto nazionale – spiegano il Segretario Generale, Marco Verzari, e il Segretario Nazionale Roberto Gulli e pur ritenendo necessario aggiornare alcuni aspetti della Legge 84/94 per affrontare le nuove sfide della logistica e della competitività internazionale, riteniamo che il testo oggi in discussione possa stravolgere il senso alla base della legge, alterando profondamente gli equilibri sui quali si fonda il sistema portuale italiano, senza offrire adeguate garanzie ai lavoratori e alle Autorità di Sistema Portuale”.
“Bisogna continuare a preservare – proseguono Verzari e Gulli – la natura pubblicistica dei porti e per questo motivo siamo fortemente convinti che le AdSP debbano essere coordinate da un soggetto pubblico che possa tutelare le lavoratrici e i lavoratori dei porti. Ci auguriamo che il Parlamento, anche con il coinvolgimento delle parti sociali, modifichi profondamente il testo del disegno di legge, garantendo la natura pubblicistica delle Autorità di Sistema e introducendo anche alcune garanzie irrinunciabili: la piena tutela dei lavoratori delle Autorità di Sistema Portuale; la salvaguardia integrale del trattamento economico e normativo, compresa la contrattazione di secondo livello; il riconoscimento esplicito del contratto collettivo nazionale dei Porti quale contratto di riferimento per tutte le attività svolte dalla nuova società; il mantenimento di adeguate risorse finanziarie in capo alle Autorità di Sistema Portuale affinché possano continuare a investire nello sviluppo dei porti, nel sostegno al lavoro portuale e all’occupazione”.
“Continueremo a vigilare con attenzione – concludono i due Segretari della Uiltrasporti – sull’iter della riforma, avanzando proposte emendative e promuovendo il confronto con le istituzioni affinché la riforma possa davvero centrare l’obiettivo di rafforzare ancora di più uno dei sistemi fondamentali per l’economia del nostro Paese come quello portuale”.
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