Il Tirreno

Toscana

Da sapere

In Toscana addio a 143 autovelox “fuori norma”: quali sono – L’elenco completo (comune per comune)

di Libero Red Dolce
(foto di archivio)
(foto di archivio)

Altri 122 sono “sanabili”. Il decreto promette chiarezza, ma apre a dubbi. L’esperto: «Così rischio di nuovi contenziosi»

5 MINUTI DI LETTURA





Non è una giungla, ma un labirinto di carta e burocrazia dove la sicurezza stradale sembra perdersi in un guazzabuglio politico e propagandistico. Il tanto sbandierato decreto Autovelox, pubblicato l’11 luglio 2026, si presenta come l’arma definitiva contro il “caos multe”, ma a guardarlo da vicino, tra i pixel delle telecamere toscane e i commi dei decreti ministeriali, somiglia più all’ennesimo pasticcio all’italiana.

La data e i numeri

Il dato di partenza è una fotografia nitida della Toscana: sono 143 i dispositivi di controllo della velocità approvati con decreti precedenti al 13 giugno 2017. La data non è un dettaglio, ma lo spartiacque giuridico fissato dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Per questi 143 “veterani” della strada, il percorso verso la regolarità è tutto in salita: il produttore dovrà infatti affrontare l'intero, complesso iter di omologazione previsto dalle nuove norme tecniche.

Esiste tuttavia una seconda categoria di dispositivi: altri 122 (circa) apparecchi che risultano “sanabili” con relativa facilità, poiché approvati dopo quella fatidica data del 2017. Per questi, la nuova normativa prevede una sorta di corsia preferenziale, una procedura facilitata che richiede una semplice domanda per trasformare la vecchia “approvazione” in una “omologazione” fiammante.

Parla l’esperto

Proprio su questo punto, Sergio Bedessi, esperto di polizia municipale e presidente del Cedus, non risparmia critiche, definendo l'operazione come «una sanatoria». Secondo l'esperto, il decreto non risolve il nodo gordiano che ha paralizzato i comuni per anni: la confusione legislativa tra omologazione (basata su regole tecniche predefinite) e approvazione (una semplice verifica di funzionamento). «Il rischio è che il contenzioso non diminuisca, ma addirittura aumenti», avverte, sottolineando come si stia tentando di sanare «con un atto amministrativo (il decreto ministeriale, ndr) un’anomalia che risiede nella norma primaria, ovvero il Codice della strada».

Le critiche al decreto si muovono sui binari della comunicazione politica e della coerenza tecnica. Da un lato c'è la narrazione del ministro Matteo Salvini, che ha parlato di una «giungla di 10.000 autovelox» da sfoltire, quando il censimento ufficiale ne ha contati appena 4.060 in tutto il Paese. Un numero, secondo Bedessi, gonfiato ad arte: «È populismo puro. Ha giocato sul fatto che alla gente giustamente scoccia prendere i verbali, ma sono cose da bar».

Dall'altro lato c'è il giallo tecnico della piattaforma “Tris”. Il testo del decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale risulta infatti diverso da quello inviato a Bruxelles per la notifica obbligatoria all'Unione europea. Tra le modifiche più eclatanti spicca la scomparsa della norma che prevedeva lo “spegnimento” immediato dei dispositivi non in regola. «In realtà non è stato “spento” niente, ragionevolmente dovrei spegnerli tutti finché non ho le prime omologazioni. Ma non è così», spiega Bedessi.

Laddove le bozze europee parlavano di alcuni test di laboratorio che “devono” essere eseguiti, il testo finale usa un più permissivo “possono”, lasciando intravedere margini di discrezionalità preoccupanti. «Inoltre, dove le prove di laboratorio non possano essere effettuate con mezzi standard, si lascia intravedere la possibilità, per i produttori, di scegliere essi stessi i metodi. È come lasciare liberi tutti», commenta Bedessi

Nel dettaglio

Entrando nel dettaglio della geografia toscana degli autovelox, i 143 dispositivi regionali approvati prima del 2017 sono distribuiti in modo capillare in tutte le province, con concentrazioni significative in province come Firenze, Lucca, Pisa, Livorno e Grosseto. Tuttavia, Bedessi evidenzia come molti di questi numeri descrivano una realtà fatta di tecnologie ormai superate e apparecchi che potrebbero essere spenti.

Accanto a questi, i 122 strumenti approvati dopo lo spartiacque del 2017 godranno di una procedura di omologazione semplificata. Si può supporre che resteranno attivi, ma bisognerà vedere nei tempi previsti quanti saranno sanati. Sarà necessario analizzare caso per caso ogni autovelox, verificando documentazione tecnica, provvedimenti di approvazione e conformità alle nuove regole. Solo dopo queste verifiche si potrà stabilire quali dispositivi potranno continuare a essere utilizzati immediatamente e quali dovranno completare il nuovo procedimento previsto dal decreto.

L’elenco completo

  • Polizia Locale non localizzato (3)
  • Non localizzato (1)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
L’ordinanza

Isola d’Elba, scattano i divieti per i “turisti fai da te” – Cosa cambia, le zone interessate e le multe previste

di Matteo Scardigli
80 Vespa