Distretti Biologici Toscani: presentate alla Regione le proposte di modifica sulla legge per le aree idonee alle rinnovabili
I Distretti Biologici Toscani hanno inviato alla Regione un documento con osservazioni e integrazioni alla proposta di legge sulle aree idonee agli impianti rinnovabili, evidenziando la necessità di una pianificazione che tuteli paesaggio, suolo agricolo e comunità locali
Sono state presentate alla Regione Toscana le osservazioni e le proposte di modifica alla legge sulle aree idonee per gli impianti alimentati da fonti rinnovabili. I Distretti Biologici Toscani hanno infatti trasmesso al presidente della Giunta regionale, alla presidente del Consiglio regionale, agli assessori competenti e alla Seconda Commissione consiliare “Sviluppo economico e rurale” un documento dedicato alla proposta di legge regionale n. 54/2026, intitolata “Disposizioni in materia di aree idonee alla realizzazione di impianti di produzione di energia alimentati da fonti rinnovabili”. Il giudizio espresso dai Distretti è complessivamente positivo: la proposta viene considerata un tentativo importante di governare in modo organico la diffusione degli impianti da fonti rinnovabili, cercando un equilibrio tra transizione energetica, tutela del paesaggio, territorio rurale e produzioni agricole. «La Toscana – affermano i Distretti Biologici Toscani – ha l'opportunità di dotarsi di una legge capace di accompagnare la decarbonizzazione senza sacrificare il patrimonio agricolo, paesaggistico e ambientale che rappresenta uno degli elementi più preziosi della nostra identità. È una sfida che condividiamo e che riteniamo debba essere affrontata con strumenti di pianificazione efficaci, trasparenti e partecipati.» Riconosciuti dalla legge regionale 51/2019 come strumenti di governance territoriale per lo sviluppo sostenibile, la biodiversità, l’agricoltura biologica e la partecipazione delle comunità locali, i Distretti hanno voluto offrire un contributo costruttivo al dibattito istituzionale, mettendo a disposizione l’esperienza maturata nei territori rurali toscani.
Le proposte di integrazione alla legge
Nel documento vengono formulate alcune proposte che, secondo i Distretti, possono rendere la legge più efficace. Tra le principali:
- rafforzare i requisiti degli impianti agrivoltaici affinché l’attività agricola resti realmente prevalente rispetto alla produzione energetica;
- attribuire ai Comuni un ruolo più incisivo nella pianificazione territoriale e nell’individuazione delle aree sensibili;
- introdurre tutele più stringenti per i siti della Rete Natura 2000 e per gli ambiti di maggior pregio paesaggistico;
- rendere obbligatorie misure di mitigazione paesaggistica e ambientale, come schermature vegetali, conservazione della rete ecologica rurale e limitazione dell’impatto visivo;
- privilegiare l’installazione degli impianti su superfici già compromesse – edifici, aree produttive, parcheggi, cave dismesse – limitando il consumo di suolo agricolo;
- valorizzare le Comunità Energetiche Rinnovabili per favorire una produzione energetica diffusa, partecipata e legata ai fabbisogni dei territori.
Secondo i Distretti Biologici Toscani, la transizione energetica non può essere misurata solo in termini di potenza installata: deve contribuire alla costruzione di un sistema energetico territoriale basato sulla prossimità tra produzione e consumo, sulla partecipazione delle comunità locali e sulla salvaguardia delle risorse naturali. «L'energia rinnovabile rappresenta una straordinaria opportunità per contrastare la crisi climatica e rafforzare l'autonomia energetica del Paese. Tuttavia, la sua diffusione deve avvenire attraverso una pianificazione attenta, capace di valorizzare prioritariamente il patrimonio edilizio esistente e le aree già compromesse, preservando il suolo agricolo, il paesaggio e la biodiversità. La qualità della transizione dipenderà dalla capacità di coniugare innovazione, sostenibilità e partecipazione».
Il percorso istituzionale
I Distretti Biologici Toscani auspicano che le osservazioni presentate possano contribuire al lavoro del Consiglio regionale durante l’esame della proposta di legge, confermando la piena disponibilità a partecipare ai momenti di confronto istituzionale e tecnico che accompagneranno l’approvazione del provvedimento.
I Distretti Biologici Toscani (L.R. 51/2019)
Aldobrandesco – Calenzano – Colline della Pia – Fiesole – Maremma Toscana – Montalbano – Montecucco – Territorio Fiorentino – Val di Cecina – Valli Senesi – Valdarno di Sopra.
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