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La tragedia

Morto sul lavoro a 30 anni, il padre: «Non so se è stata una fatalità, ma so che Giacomo era da solo»

di Maria Salerno
Pucci con la moglie Luisella in un momento di gioia e Giacomo
Pucci con la moglie Luisella in un momento di gioia e Giacomo

Altopascio, Giacomo è morto sotto una pressa. Il babbo Maurizio: «Era capace ed esperto, amava il suo lavoro e ne andava fiero»

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PESCIA. «Nessuno ancora sa di preciso come sono andate le cose». A dirlo con la voce spezzata dal dolore è Maurizio Pucci, il padre del trentenne pesciatino morto schiacciato da una pressa alla Co.Ra. di Spianate (Altopascio), nella mattinata di martedì 26 maggio. È questa incertezza a far della tragedia capitata a Giacomo un dramma ancora più grande, quasi inspiegabile. Era da poco passato mezzogiorno quando la famiglia Pucci è stata allertata al telefono da un collega del figlio.

La telefonata del collega

«Erano amici fin dalle elementari – racconta Maurizio – ci ha detto che c’era stato un incidente e Giacomo aveva perso conoscenza. Poi quando siamo arrivati sul posto abbiamo realizzato che per lui non c’era nulla da fare. Ma tranne il fatto che gli è caduta addosso questa pressa non sappiamo nulla».

Le domande

È stata una fatalità? «Non lo sappiamo, quando siamo arrivati, gli inquirenti ci hanno allontanati. Può darsi che sia stata una fatalità. Sappiamo che era solo».

Era normale che fosse solo? Quando i colleghi si sono accorti di quanto era capitato? A logorare i familiari in queste ore drammatiche è soprattutto il fatto di non conoscere quanto tempo sia effettivamente trascorso dall'incidente ai primi soccorsi. Giacomo era stato incaricato di spostare una pressa inutilizzata che si trovava nei magazzini, avrebbe utilizzato un transpallet, mezzo normalmente impiegato per spostare merci e materiali sistemati sui pancali.

La tragedia

Ma per cause ancora da accertare il macchinario si è sbilanciato, schiacciando il giovane. Un impatto che non gli ha lasciato scampo. I primi a tentare le manovre di rianimazione mentre venivano chiamati i soccorsi sono stati i colleghi. Subito dopo sono giunti i sanitari della Misericordia di Altopascio che hanno proseguito a lungo i tentativi di salvargli la vita. Ma ogni sforzo si è rivelato inutile.

«Abbiamo parlato col medico legale – prosegue il padre – è stata disposta l’autopsia che probabilmente sarà eseguita sabato». Dopo l’incidente la zona è stata delimitata per consentire il corretto svolgimento delle indagini. La famiglia è assistita da un legale.

Pucci lavorava alla Co.Ra., azienda specializzata nella produzione di valvole e sistemi integrati per l’industria farmaceutica, dal 2017, aveva raggiunto un ottimo livello di specializzazione tanto da essere stato incaricato, negli ultimi anni, di prestare assistenza anche a clienti esterni, a Parma, a Brescia e in altre zone del nord Italia.

Le parole del padre

«Era capace, appassionato, gli piaceva il suo lavoro e ne andava anche fiero – racconta Maurizio Pucci – godeva di stima, fiducia e considerazione, anche l’ambiente lavorativo era positivo, un gruppo coeso di colleghi anche amici tra loro». Giacomo svolgeva abitualmente verifiche e collaudi in ditta, poteva essere considerato un “lavoratore esperto”, non aveva mai riferito in famiglia disagi o difficoltà in ambito lavorativo. «Per noi Giacomo era tutto», dice il padre ad un certo punto, la voce si rompe, silenzio, un pianto soffocato che racconta un dolore enorme, ma pieno di dignità. «Giacomo aveva tante passioni, amicizie, una vita piena. Viveva a casa con noi, ci aiutava in tutto. Non c’era nulla che non fosse capace di fare: sapeva aggiustare un computer, accomodare un lavandino, riparare un impianto elettrico. Era una persona disponibile e generosa, ultimamente saltava la cena per accompagnare un amico a fare fisioterapia, e poi l’impegno nel sociale, nel volontariato, una perdita enorme per noi che niente e nessuno potrà restituirci».

Il giovane per tanti anni aveva militato nell’Azione Cattolica all’interno della parrocchia del Castellare. Anche la diocesi e il vescovo Fausto Tardelli hanno espresso vicinanza ai familiari. «Ancora una volta ci troviamo davanti a una morte sul lavoro che lascia attoniti e sconvolti – ha detto Tardelli –. Non possiamo abituarci a queste tragedie che colpiscono i nostri figli e le loro famiglie». Tanta solidarietà ha raggiunto la famiglia Pucci nelle ultime ore.

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