Il Tirreno

Toscana

Voto

Arezzo, quel secondo turno che vale più di tutti: Comanducci avanti, la sinistra deve inseguire

di Libero Red Dolce
Ceccarelli (a sx) e Comanducci
Ceccarelli (a sx) e Comanducci

La partita aretina il 7 e l’8 giugno deciderà anche l’esito complessivo della tornata. Marco Donati è l’ago della bilancia

3 MINUTI DI LETTURA





AREZZO. Arezzo resta l’unico dei tre capoluoghi toscani al voto a non aver ancora scelto il nuovo sindaco. La sfida si sposta al ballottaggio, dove a contendersi Palazzo Cavallo saranno Marcello Comanducci, candidato del centrodestra, e Vincenzo Ceccarelli, sostenuto dalla coalizione progressista. Il primo parte con un vantaggio netto maturato al primo turno; il secondo è chiamato a recuperare terreno in una partita che appare complessa ma non chiusa.

A rendere decisivo il secondo turno potrebbe essere soprattutto Marco Donati, ex deputato e candidato civico di centro, capace di raccogliere una quota di consenso del 20%. Un risultato che lo trasforma nel possibile arbitro della corsa.

Comanducci supera il 40% e guarda con fiducia al ballottaggio. «Un risultato al di sopra delle previsioni», commenta a caldo, sottolineando come il consenso raccolto confermi la solidità della coalizione. Pur richiamando la continuità con l’amministrazione uscente, precisa che un eventuale mandato avrebbe una fisionomia diversa: «Quando cambia sindaco, cambia anche visione. Di fatto è un progetto nuovo».

Più complicata la situazione per Ceccarelli, fermo attorno al 32%. Un dato inferiore alle aspettative della vigilia, tanto che lo stesso candidato ammette: «Speravamo di più». L’obiettivo dichiarato era avvicinarsi al 40% per affrontare il secondo turno in una posizione più favorevole.

Da qui l’appello immediato rivolto alle forze alternative al centrodestra: «Serve un patto tra tutti quelli che si sono opposti all’attuale amministrazione e che hanno dimostrato di rappresentare una maggioranza dell’elettorato». Una disponibilità, quella del candidato del centrosinistra, che lascia però aperte le modalità di un eventuale accordo: «Vedremo nei prossimi giorni».

Tutto porta inevitabilmente a Marco Donati. Già nei mesi precedenti al voto il tentativo di costruire una candidatura comune tra area civica e centrosinistra era fallito. Oggi lo scenario si ripresenta, ma con il peso dei risultati usciti dalle urne. Donati evita accelerazioni: prima il confronto interno alle liste che lo sostengono, poi eventuali valutazioni sul ballottaggio.

Dietro le trattative, tuttavia, non ci saranno solo programmi e numeri. I rapporti politici, non idilliaci, costruiti negli anni potrebbero incidere almeno quanto le affinità amministrative.

Fratelli d’Italia resta la prima forza della coalizione conservatrice ma perde terreno rispetto alle regionali, mentre una parte del consenso si sposta verso la lista civica collegata direttamente a Comanducci. Forza Italia mantiene posizioni simili al passato e la Lega continua una fase di arretramento. Sul versante opposto, il Partito democratico torna a essere il primo partito cittadino, superando FdI. Più limitato l’apporto delle altre componenti della coalizione progressista, con i Cinque Stelle ancora marginali. Per Ceccarelli, però, il voto del primo turno non rappresenta una sentenza definitiva: «Il ballottaggio è un’altra partita, si riparte da zero».

Ad Arezzo, il 7 e l’8 giugno, si giocherà una partita dal valore regionale: la destra deve vincere per evitare la disfatta; il centrosinistra pure, con l’ambizione del trionfo.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Speciale comunali
Amministrative 2026

Elezioni comunali: a Pistoia e Prato vince il centrosinistra. Arezzo e Viareggio al ballottaggio. Cascina: rieletto Betti

di Luca Barbieri, Alessandro Lazzerini, Mario Moscadelli, Federica Scintu e Tommaso Silvi
Speciale Scuola 2030