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Elezioni: il profilo

Matteo Biffoni, il “De Luca” di Prato: lo slogan vincente e i primi nodi (complicati) che dovrà affrontare

di Paolo Nencioni

	Matteo Biffoni
Matteo Biffoni

Biffoni parte in salita, ma lo farà da una posizione di forza perché sembra che abbia conquistato anche la maggioranza della maggioranza

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PRATO. Non chiamatelo il Vincenzo De Luca di Prato, ma insomma il Matteo Biffoni che è stato incoronato per il terzo mandato di sindaco di Prato dopo aver governato la città dal 2014 al 2024 sembra un po’ seguire le orme del suo collega campano che sempre ieri è arrivato al quinto a Salerno.

Non lo farà, un po’ perché voleva fare altre cose, il consigliere regionale, tra l’altro, ed è stato richiamato in servizio permanente effettivo per cause di forza maggiore (ed è già la seconda volta dopo la breve esperienza parlamentare del 2013); un po’ perché non ha l’ambizione di fare lo sceriffo in una città che ne ha già avuto uno, l’assessore Aldo Milone dal 2009 al 2014.

Invece si ritrova alla guida di una comunità che ha qualche problema in più di quando, allora giovane renziano, Biffoni riportò a sinistra la Prato che per cinque anni si era consegnata al centrodestra di Roberto Cenni. Per questo ha impostato la campagna elettorale sullo slogan “Una nuova stagione” riuscendo nell’impresa di far dimenticare quanto è successo meno di un anno fa, quando la sindaca Ilaria Bugetti è stata costretta a dimettersi perché indagata per corruzione a favore dell’imprenditore Riccardo Matteini Bresci.

«Bella roba!», ha esclamato il nuovo sindaco intorno alle 19 quando è arrivato davanti al comitato elettorale di via Garibaldi per il brindisi di ordinanza accolto da un centinaio di simpatizzanti, ma sa già che non sarà una bella roba fin da oggi, perché avrà un po’ di problemi complicati da risolvere: prima la giunta, poi le cose rimaste in sospeso in questo anno di commissariamento. Prima del brindisi, Biffoni ha provato a fare un breve elenco: la difesa del cardato sollecitata dagli industriali, il problema della casa, la lotta allo sfruttamento, lo Stadio del nuoto che è rimasto sulla carta.

Insomma, Biffoni parte in salita, ma lo farà da una posizione di forza perché sembra che abbia conquistato anche la maggioranza della maggioranza, risolvendo la diatriba tra riformisti, di cui è il campione, e l’area Schlein che l’ha osteggiato a lungo prima di richiamarlo a salvare la patria. 

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