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Audace Isola d’Elba-Ponsacco: accuse e gara sospesa, la sorpresa nella decisione del giudice sportivo – Il documento

di Redazione web

	I giocatori del Ponsacco abbandonano il campo (Immagini: edicolaelbana.org)
I giocatori del Ponsacco abbandonano il campo (Immagini: edicolaelbana.org)

Ammenda per i danni negli spogliatoi e una lunga inibizione per il massaggiatore elbano, mentre resta da chiarire l’intera sequenza degli episodi che ha portato alla sospensione della gara

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PONSACCO. Le prime decisioni del giudice sportivo arrivano a quattro giorni dalla partita più controversa della stagione di Prima Categoria, quella tra Audace Isola d’Elba e Fc Ponsacco 1920, finita nel caos domenica 8 marzo allo stadio Lupi e interrotta prima del triplice fischio per l’abbandono del campo da parte della squadra ospite. Il giudice ha emesso un primo pacchetto di provvedimenti, lasciando però aperto il nodo principale: il ricorso del Ponsacco. E c’è una grande sorpresa. 

Il ricorso del Ponsacco

Il giudice sportivo ha preso atto del preannuncio di ricorso presentato dal Ponsacco ai sensi dell’articolo 67 del Codice di Giustizia Sportiva e ha deciso di riservarsi ogni decisione di merito. Una scelta che conferma la complessità del caso e la necessità di approfondire quanto accaduto in campo e fuori, anche alla luce delle versioni diametralmente opposte fornite dalle due società.

Le sanzioni economiche e disciplinari

In attesa della decisione sul ricorso, il giudice ha comunque emesso i primi provvedimenti. E proprio nel documento ufficiale spunta qualcosa di sorprendente. Al Ponsacco è stata comminata un’ammenda di 160 euro per il danneggiamento alle suppellettili della società ospitante. È stato inoltre inibito fino al 3 maggio Alessandro Diversi, massaggiatore dell’Audace Isola d’Elba, per una condotta violenta nei confronti di un giocatore avversario. La sanzione più pesante riguarda però Gerrj Cavallo, ex stella della Primavera della Juventus ed ex giocatore del Pisa, che a 55 anni figura a tutti gli effetti – almeno sulla carta, stando ai documenti ufficiali, come calciatore del Ponsacco. È squalificato per sei giornate effettive perché, a gioco fermo, avrebbe spintonato e tentato di colpire un dirigente della squadra avversaria, venendo poi separato dall’intervento di calciatori e dirigenti. Successivamente, recatosi davanti allo spogliatoio arbitrale per chiedere spiegazioni sul provvedimento, avrebbe rivolto una frase intimidatoria al direttore di gara.

La ricostruzione dei fatti: due versioni opposte

Le accuse del Ponsacco

Secondo l’allenatore ospite Francesco Dadà, autore di un video diffuso sui social, la partita sarebbe stata segnata da insulti razzisti rivolti per tutta la gara al giocatore Jamil, da un’aggressione fisica che avrebbe costretto il calciatore al ricovero in ospedale “in stato confusionale”, da un parapiglia in campo dopo il 2-0 e da espulsioni di tesserati dell’Audace. Dadà sostiene inoltre di aver chiamato i carabinieri perché il giocatore avrebbe chiesto assistenza medica e forze dell’ordine, e spiega che l’abbandono del campo sarebbe stato l’unico modo per tutelare la squadra. L’allenatore e il giocatore sono rimasti all’ospedale di Portoferraio mentre il resto della squadra rientrava in continente.

La replica dell’Audace Portoferraio

Il presidente Luca Baldi ha ribaltato completamente la ricostruzione, sostenendo che nessuno abbia toccato Jamil e che il giocatore si sarebbe fatto male da solo tirando un calcio a un bidone dell’acqua. Baldi accusa Dadà, squalificato, di aver urlato di tutto da fuori campo per tutta la partita e conferma un parapiglia, ma senza aggressioni da parte dei suoi. Afferma inoltre che i giocatori del Ponsacco avrebbero lanciato sedie in campo dalla zona spogliatoi e rivendica di aver allertato le forze dell’ordine per sicurezza. Il presidente definisce infine il video dell’allenatore “uno spettacolo” e annuncia possibili azioni legali.

Cosa succede ora

Con il ricorso ancora pendente, la partita resta sospesa anche sul piano disciplinare. Le squalifiche e l’ammenda sono già operative, ma il giudice sportivo dovrà ora valutare le responsabilità dell’abbandono del campo, chiarire la dinamica delle presunte aggressioni, verificare eventuali episodi di razzismo, stabilire l’omologazione o meno del risultato e decidere se adottare ulteriori provvedimenti verso una o entrambe le società. Una vicenda che, come si era intuito già domenica, non si è chiusa al fischio dell’arbitro e che potrebbe avere conseguenze significative sulla stagione di entrambe le squadre.

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