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Meteo in Toscana, “bloccati” dal ciclone Harry: arriva il grande gelo? Cosa sta succedendo – L’analisi

di Tommaso Silvi

	L'immagine satellitare di mercoledì 21 gennaio
L'immagine satellitare di mercoledì 21 gennaio

Il punto della situazione a cura del Centro Meteo Toscana

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Il maltempo che sta flagellando il Sud Italia trova un riflesso diretto anche sulla Toscana, dove la regione si ritrova letteralmente “tagliata” da una linea di nuvolosità sospinta dal ciclone Harry. E all’orizzonte c’è ancora l’ipotesi di una forte ondata di gelo. Tutta da valutare. È il quadro che emerge dall’analisi del Centro Meteo Toscana, pubblicata mercoledì 21 gennaio, che descrive una situazione atmosferica complessa e destinata a evolvere rapidamente. «La nuvolosità sospinta dal ciclone Harry, che imperversa al sud e sulle isole con molti danni dovuti a piogge abbondanti e venti di tempesta, taglia quasi in due la Toscana a causa della resistenza dell’alta pressione posizionata sul centro Europa».  Secondo i previsori, è proprio questo “blocco” a generare gli episodi estremi che stanno colpendo il Meridione. Una dinamica che coinvolge anche il flusso atlantico, deviato verso nord-est in modo anomalo e costretto a scorrere ai margini dell’alta pressione europea.

Cosa succede in Toscana

La Toscana, spiegano dal Centro Meteo Toscana, sta vivendo in queste ore l’effetto dei venti freddi da nord-est, responsabili del calo termico percepito da martedì 20 gennaio. Ma la fase sta per cambiare. «Questa situazione è prevista continuare mercoledì 21 e giovedì 22 gennaio, con la nostra regione che al momento riceve venti freddi da nord-est. venti che però da domani tenderanno ad attenuarsi definitivamente e a iniziare a ruotare da Sud». La rotazione dei venti sarà il primo indizio di un cambio di circolazione più marcato, atteso tra venerdì 23 e sabato 24 gennaio, quando torneranno le piogge diffuse e la neve in montagna sopra i 1200-1300 metri.

Neve sulle Alpi e possibili fiocchi anche in pianura al Nord

Il Centro Meteo Toscana sottolinea come il modesto afflusso di aria fredda nei bassi strati possa favorire nevicate non solo sull’arco alpino – comprese le zone che ospiteranno le Olimpiadi invernali tra due settimane – ma anche su alcune aree della Pianura Padana. «Neve che complice questo timido afflusso freddo nei bassi strati, probabilmente tornerà ad imbiancare anche tutte le Alpi e probabilmente anche alcune zone della pianura padana, soprattutto quelle tra Liguria, Piemonte ed ovest Lombardia. Non escluso quindi l'arrivo della neve anche su città come Torino e Milano».

Settimana perturbata in Toscana: piogge e correnti umide da Ovest

Per la Toscana, però, lo scenario appare diverso: l’ingresso del flusso atlantico porterà nuove perturbazioni e piogge abbondanti, senza però un ritorno del freddo intenso. «Successivamente, almeno per il momento, sembra prevalere l'ingresso del flusso atlantico con altre perturbazioni che attraverseranno la nostra regione nel corso della settimana e molta pioggia in arrivo. Questo, almeno per il momento, non depone al ritorno del freddo intenso sulla Toscana». Una tendenza che, secondo il Centro Meteo Toscana, potrebbe accompagnarci fino ai primi giorni di febbraio.

L’irruzione artica alimenta la depressione atlantica

L’analisi entra poi nel dettaglio delle dinamiche sinottiche, spiegando come l’irruzione artica in discesa dal Nord Europa – più volte citata nei giorni scorsi – non porterà gelo diretto sulla Toscana, ma contribuirà a rafforzare la depressione atlantica. «Sarà proprio l'irruzione artica in discesa da Nord ad andare ad alimentare tutta la struttura depressionaria in arrivo dall'Atlantico, innescando una depressione molto più profonda e di conseguenza alimentando sul Mediterraneo per diversi giorni il flusso da ovest in modo più veemente». Una circolazione che, almeno per ora, non favorisce l’arrivo di correnti fredde da est.

Freddo a febbraio?

Nonostante ciò, i previsori non escludono scenari più invernali nella prima decade di febbraio, legati a una possibile risalita dell’anticiclone delle Azzorre. Ma tutto dipenderà dalla tenuta del freddo sull’Europa orientale. «Sarà però molto importante vedere la reale resistenza del freddo ad Est perché come diciamo da tempo, senza quello, è inutile sperare in grandi irruzioni artiche». Per ora, spiegano dal Centro Meteo Toscana, la “partita a poker” tra le masse d’aria vede in vantaggio le correnti umide occidentali.

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