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Lucca, salta il concerto della pace di Beatrice Venezi con la Fenice: il “No” arriva dal sindaco di Venezia

di Michele Masotti

	Beatrice Venezi
Beatrice Venezi

Ai cronisti il primo cittadino veneto ha dichiarato nelle ultime ore come «il Teatro del Giglio non sia il luogo adatto» per sancire la pace, o almeno una tregua, tra l’orchestra e la direttrice

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LUCCA. Non sarà il Teatro del Giglio il luogo in cui si consumerà, forse, il calumet della pace tra Beatrice Venezi e gli orchestrali della Fenice di Venezia. Per stemperare le tensioni scaturite dalla nomina della 35enne lucchese a direttrice musicale dell’iconico teatro lagunare, nelle scorse settimane l’amministratore unico del Teatro del Giglio Giorgio Angelo Lazzarini aveva lanciato la proposta di ospitare in città un concerto della Fenice diretto proprio dalla stessa Venezi. Un’idea che aveva raccolto l’assenso sia del sindaco Mario Pardini sia del sovrintendente della Fenice Mario Colabianchi. A far scattare il semaforo rosso ci ha pensato, però, il primo cittadino del capoluogo veneto, nonché presidente della Fondazione Fenice, Luigi Brugnaro. Ai cronisti veneti il sindaco ha dichiarato nelle ultime ore come «il Teatro del Giglio non sia il luogo adatto» per sancire la pace, o almeno una tregua, tra l’orchestra e la direttrice. Resta sul tavolo la possibilità che il primo concerto dell’era Venezi possa tenersi non in Italia bensì all’estero. Un’altra scelta criticata dai lavoratori della Fenice in virtù dei costi esosi per le casse pubbliche derivanti da una trasferta di questo tipo.

Parla Lazzarini

Lazzarini, che si era già mosso per quantificare i costi di un evento di questa portata, si è detto sorpreso del no ricevuto da Brugnaro. «Sinceramente non me l’aspettavo- esordisce l’amministratore del Giglio –. Il nostro teatro accoglierà martedì 10 febbraio un concerto dell’orchestra del Maggio Fiorentino diretto niente meno che da Zubin Mehta. E devo dire, inoltre, che da parte degli orchestrali lagunari non c’era stata una chiusura a questa proposta. Anzi, tutt’altro. Al di là della risposta, sono contento che il sindaco di Venezia si sia espresso sulla vicenda. Mi auguro che sia il primo di una serie di interventi fattivi capaci di sanare la situazione».

La proposta come segnale politico

Lazzarini rivendica, assieme al sindaco Pardini, di aver smosso con la sua proposta l’ambiente istituzionale veneziano. «Se questa proposta, per quanto rifiutata da Brugnaro, avrà avuto il merito di provocare un’inversione di tendenza nell’approccio alla questione, dopo tutte le denigratorie accuse subite da Venezi, allora saremo felici – prosegue –. Le ingiuste critiche rivolte alla direttrice d’orchestra non hanno provocato un danno d’immagine solo alla Fenice ma anche all’Italia intera».

La replica futura di Venezi

Dalla città della Torre Pendente, da dove dirigerà la “Carmen” di Georges Bizet venerdì e domenica, Venezi ha rotto parzialmente il silenzio riguardo la mobilitazione degli orchestrali lagunari contro la sua nomina. «Sto aspettando il momento giusto per darvi tutte le informazioni» spiega.

La posizione del sindaco Pardini

Nei giorni scorsi anche Pardini era sceso in campo per difendere pubblicamente la nota concittadina, contrastando qualsiasi tipo di eventuale censura preventiva. «Giudichiamo Beatrice per ciò che farà alla Fenice, non per opinioni altrui o pregiudizi- aveva detto il primo cittadino-. Quando una professionista viene messa sotto accusa prima di essere vista all’opera, non siamo più nel terreno del confronto artistico ma in quello della censura preventiva. Dissentire resta legittimo ma in questo caso si sta andando oltre».

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