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Porti, fine dell’esercizio provvisorio: cosa significa

di Maurizio Campogiani

	Uno scalo in una foto di repertorio
Uno scalo in una foto di repertorio

Approvati i bilanci delle 16 autorità di sistema portuale, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti annulla la disposizione del 30 dicembre 2025

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Ha trovato regolare conferma che l’esercizio provvisorio imposto il 30 dicembre scorso alle autorità di sistema portuale non aveva nulla a che spartire con il disegno di legge di riforma della portualità, trattandosi viceversa di una prassi consolidata da anni.

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha infatti annunciato la fine dell’esercizio provvisorio, che imponeva agli enti portuali di non poter spendere ogni mese più del dodicesimo dei costi evidenziati nel bilancio precedente. La disposizione dello scorso 30 dicembre è stata annullata perché nel frattempo sono stati approvati i bilanci delle adsp.

Si è quindi trattato, come precisa in una nota lo stesso Ministero, “di un passaggio che non ha rappresentato né un’eccezione né una criticità, ma l’applicazione di una prassi consolidata, seguita sotto governi di ogni colore politico, per una corretta vigilanza a tutela della trasparenza e della buona gestione delle risorse pubbliche”. “Chi oggi – prosegue la nota del MIT – prova a trasformare un adempimento tecnico ordinario in un presunto segnale di allarme, sceglie consapevolmente di confondere i piani, insinuando dubbi dove non esistono e alimentando tensioni inutili in un settore che richiede invece stabilità, affidabilità e visione. Non esiste alcun commissariamento, né formale né sostanziale. Esiste un sistema portuale che opera regolarmente, con conti controllati, procedure rispettate e piena continuità amministrativa garantita, grazie al coinvolgimento degli organi competenti così come previsto dall’ordinamento”.

In conclusione, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sottolinea che i porti italiani continuano a operare regolarmente, nel pieno rispetto delle norme vigenti, con bilanci controllati e validati e con l’obiettivo di rafforzare competitività, sviluppo e attrattività del sistema logistico nazionale. Le procedure sono state rispettate e il sistema funziona. Tutto il resto appartiene più al terreno delle interpretazioni che a quello dei dati concreti.

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