Scoperta “lista stupri” nel bagno di una scuola a Siena
La vicenda dopo quelle di Roma e di Lucca, la preside: «Stiamo facendo di tutto per individuare i responsabili»
SIENA. Dopo i casi del liceo Giulio Cesare di Roma e Vallisneri di Lucca, anche in un istituto scolastico di Siena, il Tito Sarrocchi, su una parete di un bagno riservato ai maschi, è comparsa una lista degli stupri.
A scoprire la lista con i nomi di alcune studentesse, sarebbero stati i collaboratori scolastici. «Nella tarda mattinata di mercoledì (14 gennaio, ndr) i collaboratori scolastici hanno notato la scritta in bagno e mi hanno avvisato immediatamente», le parole della dirigente del polo scolastico Sarrocchi, Cecilia Martinelli.
Il locale è stato chiuso e la lista con i nomi delle studentesse cancellata.
La dirigente scolastica
«Non sarà facile risalire ai responsabili – aggiunge – ma insieme al personale scolastico stiamo facendo di tutto per individuarli e, nel caso, sanzionarli in maniera adeguata. Gli studenti sono a conoscenza dell’accaduto e sono certa che la maggior parte di loro consideri questo gesto altrettanto odioso e indegno al pari di noi adulti. La nostra è una scuola d’eccellenza e questa cosa forse non è così nota a Siena, ma portiamo avanti progetti straordinari e rilasciamo diplomati che riescono a fare davvero grandi passi per il loro futuro. Dispiace che questa cosa sia successa nella nostra scuola e nella nostra città. A Siena mi sono sempre sentita al sicuro da sempre, è casa in tutto e per tutto», ha aggiunto. «Ritengo questo gesto particolarmente grave e offensivo nei confronti delle studentesse e più in generale delle donne che fanno parte della comunità scolastica e di tutte le donne in generale», conclude la dirigente scolastica.
La politica
Sull’episodio sono arrivate le parole dell’assessora regionale alla cultura e alle pari opportunità della Toscana, Cristina Manetti – «un fatto da condannare con fermezza. Non può e non deve essere derubricato a una bravata: è un gesto che colpisce direttamente le ragazze e alimenta una cultura di violenza e sopraffazione» – e della sindaca di Siena, Nicoletta Fabio: «Gesto gravissimo».
