Vigile del fuoco toscano in ginocchio alla manifestazione per Gaza: «E ora il ministero vuole punirmi»
Il pompiere pisano è fra i dieci che si troveranno a rispondere davanti alla commissione disciplinare del ministero dell’Interno per aver partecipato, in divisa, alla manifestazione a sostegno di Gaza e della Global Sumud Flotilla: «Mai successa una cosa del genere»
PISA. C’è anche un vigile del fuoco pisano tra i dieci che si troveranno a rispondere davanti alla commissione disciplinare del ministero dell’Interno per aver partecipato, in divisa, alla manifestazione a sostegno di Gaza e della Global Sumud Flotilla che si è svolta il 22 settembre scorso a Pisa (oltre che in molte altre città). A essere in “stato di accusa” è Claudio Mariotti, esponente sindacale dell’Usb che per il sindacato di base fa parte anche del coordinamento nazionale dei Vigili del fuoco e di quello del pubblico impiego.
Mariotti, cosa vi viene contestato?
«Di aver fatto un minuto di silenzio e, insieme ad altri colleghi, di esserci inginocchiati. Lo abbiamo fatto per esprimere solidarietà alle vittime, in particolare ai bambini. I Vigili del fuoco sono ambasciatori Unicef e sulla divisa portiamo la stella dell’organizzazione».
Però proprio l’aver fatto tutto questo con la divisa è al centro della contestazione del ministero.
«Abbiamo rappresentato come sempre il nostro corpo indossando quello che ci distingue come Vigili del fuoco, come avviene per le tute dei metalmeccanici. Piuttosto, nel provvedimento di contestazione è stata del tutto tolta la questione della rappresentanza sindacale».
In che senso?
«Viene scritto che il provvedimento è per Claudio Mariotti, dipendente del corpo nazionale dei Vigili del fuoco, senza fare cenno al mio ruolo sindacale. E si citano poi degli articoli del codice disciplinare che però valgono solo durante l’orario di lavoro».
È vero che lei a dicembre si era autodenunciato?
«Sì. In principio era stato aperto un procedimento disciplinare solo nei confronti di un nostro delegato nazionale, Paolo Cergnar. Allora insieme ad altri ci siamo autodenunciati con lo slogan “Se colpite Paolo colpite anche noi”».
E dopo sono arrivate le contestazioni. Quante sono?
«Sono state colpite dieci persone con 12 contestazioni. Le manifestazioni coinvolte sono quelle del 22 settembre a Roma e a Pisa e quella del 29 settembre a Roma. Per il corteo di Pisa sono arrivati provvedimenti per sei lavoratori toscani, provenienti da vari comandi della regione».
E ora cosa succederà?
«Per Cergnar la prima udienza della commissione è fissata il 29 gennaio. Noi non abbiamo ancora ricevuto notifiche. Ovviamente potremo presentare memorie e farci tutelare da un avvocato o da un rappresentante sindacale. C’è però una questione che probabilmente è poco conosciuta».
Quale?
«La commissione disciplinare che ci giudicherà è la stessa che ci ha accusato. Insomma pubblico ministero e giudice coincidono».
Cosa potrebbe succeder al termine del procedimento?
«Potremmo essere sospesi con la decurtazione dello stipendio».
È la prima volta che si trova in una situazione del genere?
«Sì, non avevo mai ricevuto un provvedimento disciplinare. Sono entrato nei vigili del fuoco nel 1989 per la leva, poi sono stato precario e nel 1996 sono stato assunto. L’anno successivo ho iniziato a impegnarmi nel sindacato. Purtroppo c’è un percorso definito che anche attraverso la delega in mano al Governo punta a limitare ancora di più le libertà sindacali e di espressione dei Vigili del fuoco, equiparandoli a operatori di pubblica sicurezza».
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