Il Tirreno

Toscana

L’indagine

Maxi-inchiesta sulle false invalidità, gli indagati ora scelgono il silenzio

di Melania Carnevali
L'intervento dei carabinieri
L'intervento dei carabinieri

Massa, circa 6mila le pagine dell’inchiesta: ieri gli interrogatori di garanzia. Un legale: «Fiduciosi di chiarire tutto»

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MASSA. C’è chi ha preferito il silenzio e chi ha deciso di rispondere, anche se non a tutto. Il primo confronto con il giudice per le indagini preliminari non ha sciolto i nodi dell’inchiesta della procura di Massa sulle presunte irregolarità nel riconoscimento delle invalidità civili.

Gli interrogatori di garanzia

Ieri mattina, 16 gennaio, si sono svolti gli interrogatori di garanzia davanti al gip Marta Baldasseroni dei cinque arrestati, due dei quali si trovano in carcere: Maurizio Ratti, medico legale in servizio all’Asl Toscana Nordovest, e in passato consulente per la procura, che secondo gli inquirenti avrebbe sfruttato il proprio ruolo nella commissione medico-collegiale di valutazione, di cui era dirigente, per influenzare l’esito delle pratiche sanitarie, ed Elio Guatieri, ex agente della polizia penitenziaria in pensione, indicato dagli inquirenti come uno dei presunti intermediari.

Gli altri tre per cui sono scattate misure cautelari sono: Anna Santinami, psichiatra livornese e coordinatrice della sanità penitenziaria dell’Asl Nordovest, Marco Lazzini, anche lui ex agente di polizia penitenziaria, e Giovanni Giusti, consigliere comunale di maggioranza a Massa (è stato eletto con una valanga di voti nella lista civica “Francesco Persiani sindaco”).

Ratti ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. Il medico legale, figura centrale dell’indagine, non ha rilasciato dichiarazioni nel corso dell’interrogatorio. Il suo difensore, Paolo Bertoncini, ha spiegato che la decisione è legata alla complessità del fascicolo e alla necessità di approfondire il contenuto delle intercettazioni, sia telefoniche che ambientali. Solo dopo averle analizzate, la difesa chiederà che Ratti venga ascoltato direttamente dal pubblico ministero.

Sempre in carcere è comparso anche Guatieri che ha risposto ad alcune domande del giudice, scegliendo però una linea prudente e selettiva. Stessa linea adottata da Lazzini. Entrambi sono difesi dallo stesso legale, Francesca Gaggi. Diversa la posizione di Anna Santinami. Attraverso il suo difensore, Alessandro Maneschi, ha chiesto il rinvio dell’interrogatorio, ma il giudice non ha accolto l’istanza. Santinami ha quindi deciso di rendere dichiarazioni spontanee davanti al gip e ha chiesto di essere ascoltata dal pubblico ministero: l’audizione è stata fissata per la prossima settimana.

Anche Giovanni Giusti si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il suo avvocato, Nicola Baruffi, ha chiarito che questa scelta è dovuta alla mole degli atti: «Parliamo di circa 6mila pagine. Dobbiamo capire e analizzare tutto. Al momento siamo fiduciosi di poter chiarire la posizione in modo sereno». La difesa valuterà se presentare richiesta di riesame della misura cautelare, ma ha già annunciato l’intenzione di chiedere un interrogatorio davanti al pubblico ministero.

Di cosa parliamo

Gli interrogatori rappresentano solo il primo snodo procedurale di un’inchiesta di vaste dimensioni. L’indagine, avviata nel dicembre 2024 dopo la denuncia di una donna a cui non era stata riconosciuta l’invalidità civile, ipotizza un sistema corruttivo finalizzato all’ottenimento di benefici assistenziali e previdenziali in cambio di denaro. I reati contestati, a vario titolo, sono corruzione e falso in atti pubblici.

Le misure cautelari sono cinque – due in carcere e tre ai domiciliari – ma il numero complessivo degli indagati sale a 108. Oltre ai principali destinatari dei provvedimenti, risultano iscritte nel registro degli indagati altre 103 persone, per lo più pazienti o familiari, le cui posizioni verranno vagliate singolarmente dalla Procura nelle prossime settimane. Concluse le prime audizioni, l’inchiesta entra ora in una fase più tecnica. Le prossime mosse passeranno dall’esame delle intercettazioni, dalle richieste di interrogatorio al pm e dalle eventuali istanze di riesame.

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