Alice Martinelli sul forum sessista Phica: «Le mie foto in quella fogna, i commenti fanno orrore»
Il volto tv e la terribile scoperta: «Mi dispiace per tutte le donne e le giovanissime che sono finite dentro a questa cloaca»
«Non solo un uso improprio di immagini già pubbliche, ma anche audio e video rubati come quello di un ragazzo che ha segretamente registrato la sorella in un momento di intimità col fidanzato». L’argomento in questione è Phica.net, il forum online finito in questi giorni nel mirino di pesantissime accuse a seguito segnalazioni di molte donne che, dopo essersi rese conto della presenza di loro fotografie nel forum e dell’utilizzo depravato che ne veniva fatto da parte degli utenti, non hanno esitato a denunciare la situazione. Alice Martinelli – invitata del programma “Le Iene”, viareggina doc anche se residente a Milano – è tra le tante donne coinvolte nella scabrosa vicenda.
Alice, come e quando ha saputo che anche le sue foto giravano sul forum?
«È successo ieri (mercoledì, ndr) nel tardo pomeriggio, quando una ragazza che mi segue sui social mi ha segnalato la presenza delle mie foto su Phica. eu, spiegandomi che per vederle avrei dovuto scrivere il mio nome con accanto il nome del forum. Facendolo, in effetti, sono comparse tante copie cache ma non era possibile entrare direttamente nel sito, non so se a causa delle molte richieste in contemporanea o di un intervento tempestivo delle autorità. Allora ho chiesto aiuto ad un mio amico informatico».
E cosa è venuto fuori?
«Tutta una carrellata di foto mie, prese dai miei canali social, seguite dai commenti vergognosi di molti utenti. Praticamente era una gara a chi la diceva più brutta. Ci sono anche foto di anni fa, addirittura le foto della mia gravidanza, foto in contesti normalissimi, vestita o al massimo in costume dove si vede la panciona, prese sia dai post e sia da screen delle mie storie, dove magari da un video sono riusciti a ritagliare un istante in cui si vedeva un po’di più la scollatura o cose simili».
Cosa si prova a vedere le proprie foto utilizzate in questa maniera?
«Mi fa orrore e mi dispiace per tutte le donne e le giovanissime che sono finite dentro a questa cloaca. Ci sono finita io insieme a centinaia, forse migliaia di altre donne, attrici, influencer, giornaliste ma anche donne “normali”, senza un profilo pubblico insomma, ma anche ragazzine, in certi casi pure minorenni, usate come bambole per condividere commenti osceni e perversi».
Non solo l’utilizzo perverso di materiale già pubblico, quindi, ma anche la condivisione di file privati?
«Esatto. Nel mio caso erano tutte foto, più o meno recenti, che comunque avevo già pubblicato. Ma ci sono anche foto scattate a ragazze in momenti privati, note audio registrate senza consenso, nomi, cognomi e altri dati sensibili. Uno degli aspetti più preoccupanti della vicenda, forse, è che qui si va oltre l’erotismo del classico sito porno».
Cioè?
«Quella che si era venuta a creare nel forum era un po’ la dinamica del branco, dove ogni membro, con l’obiettivo di ottenere l’approvazione dei suoi compagni, era disposto a condividere qualunque tipo di materiale, magari anche foto della propria partner come abbiamo visto nella vicenda del gruppo facebook “Mia moglie”. Dietro all’anonimato che l’online consente, in molti si sono divertiti a scrivere cose vergognose e il divertimento aumentava nella condivisione con gli altri».
Un argomento, usato da alcuni, per giustificare la cosa è che dal momento della pubblicazione di una foto, si deve essere disposti a vederla usata in ogni modo. Che ne pensa?
«Si deve chiarire il concetto di pubblico. Certamente quando pubblico una foto so che potranno vederla e condividerla in molti, ma non vuol dire che la si possa prendere per darla in pasto a una fogna di persone che fanno a gara a chi la dice peggio».
Cosa si può fare per evitare questi fenomeni?
«Sicuramente denunciare è la cosa migliore da fare, in questo caso alla Polizia postale. Anche se non è così facile per loro intervenire, visto che spesso, come in questo caso, si tratta di server sparsi nel mondo. Per prevenire purtroppo non c’è molto che si possa fare. L’ideale sarebbe sentirsi liberi di pubblicare ciò che si vuole senza pensieri, ma il consiglio rimane quello di non condividere foto particolarmente sensibili».