Livorno, ha un malore in piscina: muore padre di 44 anni. L’ultimo gesto d’amore: i suoi organi salveranno altre vite
Matteo Perfetti, impiegato in porto, il 16 agosto è andato in arresto cardiaco in piscina. Ha lottato 12 giorni per la vita. Con la donazione degli organi salverà cinque persone
LIVORNO. È andato in arresto cardiaco mentre stava facendo il bagno in piscina, nel giardino della sua casa di via Franchini, ad Ardenza. Il figlio di 11 anni, con una prontezza di riflessi e un sangue freddo incredibile, era pure riuscito a salvarlo, tirandolo fuori con uno sgabello e, insieme alla madre Alessandra, chiamando i soccorsi. Purtroppo, però, dopo dieci giorni di ricovero in ospedale in cui le condizioni di salute non sono mai migliorate Matteo Perfetti, 44 anni e addetto al controllo qualità per una multinazionale con un ufficio sul porto di Livorno, non ce l’ha fatta. Si è dovuto arrendere ai gravissimi danni cerebrali conseguenti al malore improvviso che lo ha strappato alla vita, avvenuto attorno a mezzogiorno dello scorso 16 agosto, e che gli ha impedito di riprendere conoscenza. Compiendo però un ultimo grande gesto, conclusosi ieri mattina, che nessuno mai dimenticherà: la donazione degli organi, grazie alla quale ha dato una speranza a cinque persone. Cinque persone che oggi vivranno grazie a lui, grazie alla generosità di un ragazzo che, già da tempo, aveva deciso come il resto della sua famiglia di diventare donatore.
È lutto in tutta la città per la scomparsa di un ragazzo al quale a Livorno tutti volevano bene. Aveva un sogno nel cassetto Matteo: trasferirsi a Livigno, in provincia di Sondrio, per praticare snowboard e skateboard, le sue più grandi passioni insieme al surf. «Era un suo desiderio», il racconto dello zio Miriano Perfetti, imprenditore conosciutissimo nel Livornese. La famiglia di Matteo, infatti, ha una lunga storia imprenditoriale nel nostro territorio: la "Casa della Carta" di via Aiaccia, a Stagno, è solo una delle imprese portate avanti, che si trova nella frazione colligiana, proprio dove il quarantaquattrenne è cresciuto insieme al fratello Luca, trasferitosi poi in Spagna.
Matteo, invece, dopo il matrimonio con Alessandra si era spostato a Livorno, in via Franchini, dove purtroppo ha perso la vita. «Mio nipote - racconta Miriano - quel giorno era appena tornato a casa, portando una brioche al figlio. La sera stessa avrebbero organizzato un barbecue per un rinfresco con gli amici. Poi è uscito in giardino, andando a fare un bagno nella piccola piscina che aveva fuori. Il piccolo stava giocando alla Playstation, poi ha iniziato a chiamare il padre che non rispondeva: lo ha trovato riverso nell’acqua ed è riuscito a tirarlo fuori, dopodiché sono stati allertati i soccorsi. Abbiamo sperato fino all’ultimo momento che si riprendesse, ma non ce l’ha fatta. Era un ragazzo in salute, un grande sportivo, amava la vita, era generoso con tutti. Voglio raccontare un aneddoto: in passato aveva lavorato come idraulico e ancora oggi, per passione, aiutava gli amici che avevano necessità di interventi. Quella mattina, per aiutarlo, era andato proprio da uno di loro, nel sabato di Ferragosto. Mio nipote era una persona eccezionale».
«Lo ricordo come una grande persona», le parole del fratello di Miriano e zio di Matteo, Stefano Perfetti. «Era altruista, molto disponibile con gli altri», prosegue il familiare. Oltre agli zii, alla moglie e al fratello, il quarantaquattrenne lascia i genitori Fulvio e Alessandra.
A Stagno la comunità è sotto choc. «Non riesco a crederci. Sono sconvolta da questa bruttissima notizia. Non ci sono parole per esprimere il dolore. Ciao meraviglioso ragazzo», le parole di Lara Quilici. «La vita è proprio ingiusta e tu non meritavi questo: riposa in pace grande uomo e condoglianze a tutta la famiglia», aggiunge Alessandra Grilli. «Ciao "Matte", sei sempre stato un vero rider a 360 gradi - scrive Matteo Nani, presidente dell’associazione "Sons of the ocean" - surf, skate, snowboard: non importava dove, tu c’eri sempre. Ci siamo conosciuti che eravamo solo dei "bimbetti" e da allora la nostra amicizia è stata forte e sincera. Sempre un sorriso, sempre quello sguardo furbetto ma buono. Potevamo passare giorni senza sentirci, e poi arrivava il tuo messaggio, la foto o il video di qualche atleta che faceva cose impossibili e da lì partivano le nostre chat infinite. Qualcuno ti chiamava "coach", altri "bro", ma per tutti noi sei e sarai sempre semplicemente "Matte". Sono giorni che girano mille notizie, ma nessuno di noi voleva crederci. Oggi tutta la comunità ti abbraccia forte, insieme alla tua splendida famiglia. E stai sicuro che la prossima onda di ognuno di noi sarà per te, che ci guarderai da lassù». Da stamani, alla camera mortuaria dell’ospedale di viale Vittorio Alfieri, verrà allestita la camera ardente e domani (30 agosto) alle 11, a cura delle onoranze funebri della Svs di via San Giovanni, si celebrerà il funerale. Poi la cremazione al cimitero dei Lupi.
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