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Pieraccini, il medico di famiglia che ama curare anche gli olivi

di Martina Trivigno
Pieraccini, il medico di famiglia che ama curare anche gli olivi

L’amore per queste piante trasmesso dal nonno materno. Con la madre, la sorella e il cognato porta avanti un’azienda agricola

29 novembre 2022
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«L’olivo è un albero straordinario, è resiliente e si rinnova. Resiste alle avversità. Proprio come noi».

Andrea Pieraccini, medico di famiglia con la passione di «fare l’olio di qualità», attende la frangitura mentre racconta la storia della sua vita. Con la madre Giuliana Bardelli e la sorella Lucia e il marito di lei Luigi Ciampolini, porta avanti l’azienda agricola Bardelli di Larciano (Pistoia) che ha alle spalle una storia lunga un quarto di secolo. Un’isola felice, immersa nel verde, dove il medico mette in pratica ciò che, ogni giorno, fa in ambulatorio: curare. È stato un anno difficile, ma i risultati sono stati al di sopra di ogni aspettativa con un raccolto abbondante e di grande qualità.

In tutta la Toscana è di circa 100mila ettari la superficie coltivata che perlopiù si trova in zone collinari o di bassa montagna e distribuita soprattutto nelle province di Firenze, Grosseto, Siena e Arezzo. Sono oltre 50mila le aziende che coltivano olivi: di queste, il 43 per cento ha una superficie inferiore all’ettaro, il 60 per cento inferiore a due ettari. Sono cinque le Dop e Igp degli oli extravergini di oliva, registrate dall’Unione Europea, che si riferiscono a zone di produzione comprese nel territorio regionale: si tratta del Chianti Classico Dop, Terre di Siena Dop, Lucca Dop, Seggiano Dop e del Toscano Igp (tra cui rientra anche l’olio prodotto dall’azienda agricola Bardelli), la più importante produzione di qualità a livello nazionale con oltre 9mila tra produttori e trasformatori, su 23.160 totali a livello nazionale, e sette milioni le piante iscritte al Consorzio di tutela che fanno emergere la Toscana anche per il numero di oli certificati a livello nazionale.

Al dottor Pieraccini, la passione per l’olio l’ha trasmessa il nonno materno, Pasquale Bardelli. All’inizio c’era soltanto un’oliveta, poi è nata l’azienda agricola sulla spinta dei suoi genitori. «Abbiamo qualche migliaio di piante di olivo - racconta il medico - Il fondo viene curato manualmente, così come la raccolta e la selezione delle olive che, appena colte, vengono spremute a freddo. Il raccolto di quest’anno, però, ha sorpreso un po’ tutti. A luglio, da una serie di controlli condotti in azienda, non sembrava ci fossero tutte queste olive. Il merito è della pianta. Mi domando dove abbia trovato la forza e l’energia per un raccolto così importante. L’olivo ha dato prova di essere una pianta davvero speciale. Il raccolto non è stato solo abbondante, ma anche di grande qualità». Soprattutto in un anno difficile per le aziende del settore, fiaccate dal caro energia.

«Il momento è difficile - conclude Pieraccini - e i frantoi hanno aumentato il prezzo della frangitura, ma d’altra parte non potevano farne a meno. Ed è anche cresciuto il prezzo del raccolto che indubbiamente ricadrà sul consumatore finale. Va detto, però, che nonostante le spese sostenute dai produttori arriveremo soltanto quest’anno a un prezzo di riconoscimento dell’olio che aspettavamo da anni».

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