Il Tirreno

Estate 2026
Appennino green

Il sentiero dei pastori: un percorso tra natura e memoria con spettacoli, camminate ed eventi

di Maria Vittoria Scaglioni
Nebbia all’Alpe punta sul turismo esperienziale sulle tracce della pastorizia
Nebbia all’Alpe punta sul turismo esperienziale sulle tracce della pastorizia

Nebbia all’Alpe fa parte del parco del Frignano, nel Modenese: offre una ricca serie di appuntamenti esperienziali fino al 23 agosto

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Un sentiero che esce dalle strade già segnate, seguendo le tracce di chi percorre quotidianamente ogni anfratto della Valle d’Ospitale: il pastore. È il percorso Nebbia all’Alpe, parte del Parco del Frignano, nel Modenese. Il sentiero, oltre a mostrare elementi naturali di preziosa bellezza, ospita istallazioni artistiche uniche, dai nomi suggestivi: da “Paolo e Francesca” a “Il trono del pastore”, passando per “Suoni nella nebbia” e “Il bosco canta alla luna”.

Il percorso è di circa 9 km. La partenza coincide con il bivio del sentiero 445 in direzione Passo della Riva, pochi metri prima di Capanno Tassoni. Il progetto, che accompagna gli avventori alla scoperta della vita del pastore, è in costante evoluzione e beneficia del coinvolgimento del parco come partner: «L’importanza culturale del progetto è in sintonia con i principi del parco, dalla tutela dell’ambiente alla riscoperta delle tradizioni del nostro territorio» racconta la presidente dell’Ente Parco Luciana Serri. Che aggiunge: «La pastorizia nelle nostre zone svolgeva non solo il ruolo di sostegno economico per chi lo praticava, ma di presidio. Oggi sui nostri crinali abbiamo praterie che soffrono del fatto che non ci sia più il pascolo degli animali, ed è importante riflettere sul tema fruendo le nostre bellezze naturali in modo nuovo».

Gabriella Pagliai, ideatrice del percorso assieme a Cristina Moretti, racconta come è nato Nebbia all’Alpe: «Abbiamo iniziato a ottobre 2021 perché volevamo fare qualcosa di bello per la valle, valorizzando posti poco noti ma splendidi. Il percorso è cadenzato da installazioni create da noi che ricordano come queste fossero terre di transumanza. Io stessa sono discendente di pastori, mio padre faceva la transumanza qui, e mi piaceva l’idea di ricordare l’impatto del buon pascolo, con poche pecore che si spostano in continuazione». Negli anni il percorso si è evoluto: è stato costruito un piccolo anfiteatro nel bosco e da allora le iniziative culturali si sono moltiplicate. «L’obiettivo del progetto è creare comunità. Le doti di tutti sono ben accette: c’è chi ha creato giochi per i ragazzi, la caccia al tesoro, ognuno contribuisce come può. Ogni installazione è corredata da didascalie che invitano alla riflessione sui modelli di vita, oltre che sull’attività del pastore e sull’ambiente».

La peculiarità di Nebbia all’Alpe è che ha un tema. In Italia esistono molti percorsi con installazioni artistiche, alcuni molto noti, ma raramente queste sono collegate da un argomento. «In un mondo che ha bisogno di reinventarsi e di misurarsi con la fatica, riqualificare la figura del pastore ha un suo valore. Ti insegna a vivere la natura, le difficoltà. Ti ricorda che può essere bello anche prendersi un temporale». Una parte delle installazioni è permanente, e si auspica di aggiungerne altre in futuro. La programmazione di eventi per l’estate 2026 è ricchissima: l’11 luglio alle 21 si terrà la proiezione del docufilm “Civiltà transumanti” di Anna Kauber, seguita da un dibattito con l’autrice, nella piazza di Ospitale. L’1 agosto alle 21 sarà la volta dello spettacolo di improvvisazione teatrale “Mai una noia”, a cura della compagnia “8mani” presso il Bar Collante di Ospitale. Il 9 agosto alle 11 andrà in scena presso l’anfiteatro Il Salatoio di Nebbia all’Alpe lo spettacolo di e con Elisabetta Salvatori e il maestro Matteo Ceramelli al violino “Piantate in terra come un faggio o una croce”, su Santa Caterina da Siena e Beatrice di Pian degli Ontani. L’11 agosto si terrà un cammino in notturna sul sentiero di Nebbia all’Alpe “a guardare le stelle e a contare le pecore”, con ritrovo inizio strada forestale n° 445 presso Capanna Tassoni alle 20 (è d’obbligo munirsi di cena al sacco, materassino e torcia) , mentre per il 13 agosto alle 12 è previsto il flash mob sul monte Spigolino “Sotto la stessa coperta, sopra la stessa terra” (portare con sé una coperta di lana o di fibra naturale).

Infine il 22 e il 23 agosto alle 9 è possibile partecipare alle passeggiate musicali accompagnate dal gruppo “Di terra in terra” e dalle letture di Barbara Fingerle, a partire dal rifugio Capanno Tassoni. L’ingresso agli eventi è gratuito, anche se è gradito un contributo volontario a sostegno del progetto.




 

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