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Livorno, prende a schiaffi la madre perché gli toglie il cellulare: arriva la polizia

di Redazione Livorno
Livorno, prende a schiaffi la madre perché gli toglie il cellulare: arriva la polizia

La scena ha impressionato un vicino di casa che ha deciso di chiamare il 112

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LIVORNO. La mamma che invita il figlio a non usare il cellulare. Lui che reagisce prendendola a schiaffi e lei che lo colpisce ai piedi con un piccolo ramo d’olivo. Una scena che ha impressionato un vicino di casa, il quale ha deciso di chiamare il 112, allertando le volanti della polizia di Stato, che dopo aver identificato la donna e l’adolescente non hanno potuto far altro che inviare una relazione ai servizi sociali del Comune di Livorno.

L’episodio è accaduto nei giorni scorsi nel quartiere di Ardenza. Il vicino della famiglia, probabilmente in buonafede, si era spaventato. Pensava forse che il dodicenne fosse in pericolo. Così ha chiesto l’intervento della forza pubblica, contattando la centrale unica delle emergenze di Firenze. La lite, avvenuta nei pressi dell’abitazione, è durata pochi secondi. La mamma, infastidita dal continuo (e quasi patologico) utilizzo del cellulare da parte del figlio, gli avrebbe chiesto più volte di metterlo da parte. Di staccarsi dalla Rete, dai social in particolare. Parole evidentemente andate a vuoto, visto che il dodicenne proprio non ne voleva sapere. Così ha deciso di imporgli il divieto, togliendoglielo.

E lui ha reagito nel peggiore dei modi: colpendola con uno schiaffo proprio davanti agli occhi del vicino, con la madre che ha reagito tirandogli addosso un ramo di olivo, ai piedi, senza fargli assolutamente del male, tanto che nessuno successivamente ha mai chiesto l’intervento del 118, nemmeno chi ha allertato il 112. Il dirimpettaio ha contattato la centrale unica regionale per le emergenze chiedendo esclusivamente polizia o carabinieri.

Sul posto è intervenuto un equipaggio della Squadra volante dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura, diretto dal commissario capo Gabriele Nasca, che temendo un reato di maltrattamenti in famiglia (o qualcosa di comunque simile e grave) ha identificato le persone coinvolte, madre e figlio, ascoltando la loro versione dei fatti.

La madre non ha negato niente, raccontando ciò che era appena successo. I poliziotti, compresa la situazione, hanno poi come da prassi effettuato una segnalazione ai servizi sociali comunali del Comune di Livorno.

La reazione del figlio – come da letteratura psicologica sulla dipendenza da smartphone e da social network, purtroppo una piaga in particolare nei minorenni – si inserisce nell’ambito del complicato rapporto fra giovanissimi e tecnologia. Adolescenti che, in realtà al pari degli adulti da cui spesso prendono esempio in casa, non riescono a fare a meno dell’uso prolungato dello smartphone per restare collegati con la propria rete di amicizie o scorrere le “Stories”. Il divieto, poi, può provocare reazioni inconsulte, di rabbia e perfino violente verso i genitori.

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