L’editoriale
Calcio, Ponsacco: dalla C alla mezza farsa. Niente soldi, 100 tesserati e una formazione diversa ogni partita
La società partecipa al campionato di Prima categoria: ecco cosa è successo in una stagione a dir poco unica
PONSACCO. Non è la farsa della squadra di basket di Trapani che, dopo aver giocato con ragazzini collezionando brutte figure in Italia e in Europa, è stata fermata dalla federazione. Ma il caso dell’Fc Ponsacco nel campionato di calcio di Prima categoria sta vivendo qualcosa di simile. La società rossoblù del presidente Walter Bonfiglio non aveva i soldi per pagare giocatori e allenatori, che hanno abbandonato la nave.
E da mesi si presenta alle partite con giocatori sempre diversi, che hanno appeso le scarpe al chiodo da anni e che scendono in campo quasi per fare un favore personale all’attuale allenatore Francesco Dadà, titolare del negozio di articoli sportivi “Ciao campioni” a Pisa, che in più occasioni ha fornito materiale per allenamento e scarpe da gioco alla squadra.
«Che dovevo fare? Mancava qualsiasi cosa per giocare a calcio», dice il mister. In tutto questo c’è il clima di tensione della cittadina del mobile, con la tifoseria che ha messo nel mirino proprietario e tecnico perché si vorrebbe che la squadra venisse ritirata ripartendo dalla Terza categoria l’anno prossimo.
Chi mastica pallone e ha i capelli grigi ricorderà il nome del Ponsacco, per anni associato alla presidenza di Romano Aringhieri, protagonista nei campi di serie C. Professionismo sanguigno, con i conti economici in ordine e un campo sportivo da cui era difficile uscire con risultati positivi.
Poi la discesa verso i livelli più bassi del calcio toscano con vari personaggi alla guida della società. Qualche guizzo che lasciava ben sperare per una risalita e di nuovo l’imbocco verso lo scivolo. Il paradosso è che a Ponsacco ci sono due squadre: L’Fc e i Mobilieri.
Questi ultimi sono il frutto del trasferimento del titolo sportivo da Cascina di una dirigenza che ha scelto la vecchia denominazione di un club in cui la tifoseria si è sempre identificata. Ma l’Fc Ponsacco è la squadra che i gruppi ultras hanno sempre seguito. E che ora sta vivendo una situazione che sfiora il drammatico e il grottesco.
La contestazione è partita quando i giocatori migliori che avevano iniziato questa stagione se ne sono andati. Striscioni appesi fuori con offese al presidente, multe fatte prendere alla società per cercare di far capire alla dirigenza che è meglio mollare. Insomma, il caos.
E tutto questo, per Bonfiglio, ha un’origine e un responsabile, il Comune guidato dal sindaco di centrodestra Gabriele Gasperini. «L’anno scorso abbiamo partecipato ai playoff per salire di categoria e le intenzioni erano di provare a ripeterci – racconta il presidente –. Avevamo ricevuto l’interesse del mondo arabo che ci avevano chiesto di poter organizzare un torneo a Ponsacco con squadre professionistiche. Quello sarebbe stato l’inizio per una vendita della società. Avremmo anche guadagnato soldi per gestire la squadra in vista di questa stagione. Tutto è filato liscio, autorizzazioni della Figc comprese, poi quando ci sono stati i sopralluoghi, sono arrivati i problemi. Servivano lavori per spogliatoi e terreno di gioco. Dal Comune non sono state date risposte positive e il torneo è slittato a dicembre. Ho prospettato che gli interventi fossero fatti dagli organizzatori, a fronte del cambio di gestione dell’impianto, ma dall’amministrazione ci è stato detto no. E a quel punto è saltato tutto».
Sfumata l’eventuale vendita, Bonfiglio ha parlato a squadra e allenatore dicendo loro che non aveva più soldi. «Avevo crediti da riscuotere – dice ancora il presidente – ma non potevo far fronte alle spese. Così, nel corso di qualche settimana se ne sono andati via tutti. Pensavo di ritirare la squadra, ma dalla Figc mi è stata prospettato uno scenario catastrofico per i calendari e la regolarità del campionato. E mi sono messo a cercare un allenatore».
È a questo punto che è entrato in scena Francesco Dadà. «Alla vigilia di Natale, Bonfiglio mi ha chiesto di prendere la situazione in mano – riprende il tecnico dell’Fc Ponsacco –. Mi sono attaccato al telefono chiedendo ad amici ex calciatori di riprendere a giocare. Da quel momento a oggi ho fatto cento tesseramenti. La squadra è cambiata di continuo, ma ora siamo venti con due portieri, con elementi di origine georgiana, marocchina, peruviana. Mica male». Domenica è arrivata la sconfitta per 4-0 in casa del Forcoli, altra nobile decaduta del calcio pisano. La posizione di classifica non è da ultimo posto. «Se finisse oggi saremmo ai playout – sottolinea Dadà – e credo che riusciremo a centrare la salvezza. Anche se qualche punto dovremmo farlo da qui alla fine».
Il problema economico, però, resta. «Quei pochi soldi che prendiamo dagli sponsor – dice ancora l’allenatore – ci servono per le divise, per segnare il campo, per le visite mediche e per qualche rimborso della benzina per chi arriva da più lontano. Ma è dura. Non abbiamo più nemmeno il campo per allenarci, mentre possiamo giocare le partite allo stadio di Ponsacco». Perché la diatriba Comune-Bonfiglio è sempre viva. E potrebbe finire a carte bollate. «All’inizio della stagione abbiamo fatto una riunione col sindaco che ci ha promesso di farci allenare in un campo decente – spiega ancora il presidente –. Invece ci siamo ritrovati spesso in quello che chiamiamo il “Sabbione”, dove quando piove è impossibile anche camminare. Così abbiamo smesso di pagare l’affitto. E dal Comune ci hanno vietato l’impianto per gli allenamenti, permettendoci di giocare le partite di campionato allo stadio. Ma non finisce qui. Ci faremo valere legalmente nei confronti dell’amministrazione comunale. Perché la situazione non va bene».
Dal Comune, il sindaco Gasperini e l’assessore allo sport, Alessandro Barachini, ex sindaco reggente di Cutigliano Abetone, si dicono «disposti a fare la nostra parte, in attesa che la società ci dica quali sono i problemi che stanno creando questa situazione davvero spiacevole».
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